Segue il tenor de'flebili concetti E del più cupo bronzo al suon ferale A que’martiri innalza ultimo vale. Vili. Già sono addotti del supplizio al campo, Già l’uno afferra la cruenta palma, E poi vincendo nel suo volo il lampo Riposa in grembo a Dio la nobil alma : Nessun più anela dell’eccidio a scampo, Eppur conserva sua virtù la salma: Ma di Radetzky nel consiglio audace Vince progetto d’impetrar la pace. IX. Siete liberi esclama, ite, nunciate Che noi sappiamo guadagnar le imprese, E perdonare a pecore sviate, Che immensa verga a noi soggette ha resp. Bella impresa da ver, l’armi celate. Tradir la fede di menzogne a spese? Ma sì dicea quel barbaro, e paura Gli eroi ritorna alle natie lor mura. Il Cittadino DOTT. IPPOLITO ANSELMI, Avv. c Guardia Civica. 29 Aprile. SONETO. Maledeta superbia e vanità, Ti xe del cuor uman la calamita, No ti ascolti razon nè umanità, Co prepotenza ti ne tol la vita. Nome vano per ti xe Carità, Co l’ingano e’1 garbugio sempre unita Ti voressi brusai regni e cità, Purché la to ambizion fusse infinita. Ma zonto xe quel dì che semo uguali Per voler de quel Dio solo potente Che no patisse e no sostien rivali. Spiega bandiera pur, spiega segnali; Ma PIO farà restar sul Continente I Aristocratici come stivali. Il Citadin, BEPO CAIME.