724 26 Aprile. CIAMBELLANO, CONSIGLIERE INTIMO, MINISTRO DI STATO E DELLE CONFERENZE, COMMISSARIO PLENIPOTENZIARIO DI S. M. I. R. A. mmm DI BARTOLOMEO DOTT. FORATTI AL SUO PROCLAMA 49 APRILE 1848 DIRETTO AULÌ IMim LOIBilBO - TIRITI CONTE D’HARTIG. Par impossibile, che alla data del vostro proclama, possano ancora esservi uomini o sì poco veggenti da non conoscere, come voi fate mostra; o conoscendo, se non giustificare, non trovare almeno umanamente istintivo il sentimento, che muove adesso gli Italiani Lombardo-Veneti, a porsi in quello stato che voi chiamate di esaltazione; o tanto insolenti nella loro politica, nel giudicarci sì ciechi da poter venderci ancora lucciole per lanterne, da poter farci credere vostra opinione, che l’Italia si trovi immersa in un errore di non poca importanza senza saperlo; e non s’accorga, che nella vostra imputazione vorreste invece accortamente scambiarci un errore per l’altro! Sia dunque vera, o politicamente infinta la vostra ignoranza, io vi dirò francamente la verità, e senza fiori, che la stima del vero non cura ornamenti. Il mal contegno, tenuto finora dall’Austria verso l’Italia non fu, come voi non dovreste ignorare, la sola causa della guerra presente; non fu che una. buona, un’ ultima ragione, onde sollecitare ciò che anche senza di questo, o presto o lardi l’Austria doveva aspettarsi! La guerra attuale, non è dunque soltanto guerra per abuso di Sovrano potere: è guerra ancor più tremenda, più disperata per 1’ Austria, è guerra di rivendicazione d un sacro dirillo da Lei usurpalo, diritto alla nostra nazionale indipendenza, diritto sublime, che per sua natura impone ad ogni nazione rispetto, e contro cui il solo attentato di lesione è sempre grave ingiustizia, è sempre una colpa inseparabile da pena. V’ha chi non veda, che il mondo è diviso in tante famiglie a cui sembra che natura istessa, colla diversità delle lingue abbia voluto segnare il confine, ed imporre a ciascuna, come al padre sui figli; Abbiate tutte il vostro separalo governo; Nessun può meglio conoscere il bisognoj di chi lo sente! Nè v’ha, che un caso, una sola sventura, una sfortunata impo* lenza che ci astringa talvolta a derogar questa legge, cercando altrove soccorso. Ma chi di noi Italiani, lo ha mal cercalo dall’Austria? Chi le ha chiesto mai la sua protezione? Qual è il titolo onde essa vanta, quasl