Vorace il tempo, e con Iti gloria, e il fasto Cade il serto dal crin dei Re sul Trono. Ed oh qual ne ledesti ih prischi giorni Catastrofe improvvisa, o patria mia; Quando al cader del florido tuo Stato Surser stranieri a dominar possenti, E il tuo libero pie’ tratto a servaggio, E furon colpe uu dì repubblicane Che per punirne i rei vegliava il Tempo ! — La ruota di ogni età possente destra Agita solo d’uri veggente Nume, E a toglierne i’aziòn qual àvvi forza? Or nuova scena a umana vista accórre Di spettacolo pieno al mondo intero; Terribil sogno àppar, ma fu sentenza! — Col mio vago pensier pareami in cielo Quasi addensarsi a minacciar ruiriè L’astro maggior dallo stellante chiostro, E la tacita Luna appariscente Di sanguigno color: qual notte orrenda Per chi di colpe e di delitti grave Ricalcitra ragion, dritto disprezza ! Oh mirabile Fede, or sola puoi Toglier que’ mali che in un suol di pene Scendon dall’alto a desolar le vite; È nel tuo spregio che Nazioni, e Imperi Trovan l’eccidio, e se per anni ed anni L’Artefice Sovran tace e non sferza, Gli eventi e sue ragion segna nel Tempo. — Si rassodi l’oprar, culto dovuto Abbiasi Religion, si schianti il vizio E le tutte passion che forte il passo Han sulla terra; e allora età felice Sorger vedrem del comun core a quiete, E l’ìtalo giardin di grato olezzo Ricchi faran la verdeggiante erbetta, Il gelsomino e la vermiglia rosa. — E tu messo di Dio che al seggio invitto Di Pier ti pose inconcepibil Fato Le lacrime a sciugar di santa Fede, E in un per darne alla ragion la pace, Tu che dal marzial campo al campo eletto Di santa Sede or hai gemmato il crine; Lascia che nell’indotto umil mio canto Un tributo al tuo uome oggi consacri! Tu fioristi nel tempo, e nella mente Dell’Autor del destin vivea tua gloria Sin da quel dì che avesti luce in terra