650 (ondato motivo ai nostri fratelli, quei mezzi di sussistenza, che avevano prima dai loro nemici. Contro ragione, essendo in generale massima falsa il credere che tutti quegli individui (esclusi però i traditori, e le spie , dal cui vile carattere non puossi fondare speranze ) che tutti quegli individui i quali hanno servito zelantemente il cessato Governo, meritino per questo solo titolo il nostro disprezzo; mentre il servire con zelo e premura, qualunque siasi superiore, a cui il destino ci assoggetta fu sempre cosa onesta e virtuosa, e la virtù e l’onestà meritano premio , e non disprezzo. Guai per chi disconosce questo principio. Se ci danno a temere le loro abitudini, imitiamo l’agricoltore, che trasporta il terreno, per aver maggior prodotto, mutiamogli impiego, ed avremo sempre in loro, persone utili e fedeli, perchè chi è onesto per natura, non muta giammai, e beati loro lo dico, e lo garantisco per essi, beali loro se potranno servire la patria anziché lo straniero ! Contro politica e contro il nostro interesse, perchè se torremo a questi individui ogni mezzo di risorsa col privarli ad un tratto del loro provvedimento , e scagliandogli contro un ingiusto anatema, la disperazione s’impossesserà di loro, e il loro partito sarà disperato a proprio danno, e nostro! mentre invece accettando quanto stanno volonterosi per offrire mediante una istanza da prodursi al nostro Governo, onde essere arruolali, come guardie civiche mobili stipendiate, alla comune difesa, sarà pure nostro interesse nell’avere almeno una forza già esercitata al maneggio dell’armi, colla quale potremo e rimediare in parte al primo errore, e sentir meno il rimorso di aver forse abusato del generoso coraggio di tanti nostri Concittadini, de’ quali una massima parte s’avviò crociata al campo di battaglia, non solo affatto inesperta nell’arte militare, ma perfino nel più materiale meccanico uso deH’armi. Accettiamo adunque la nobile offerta di queste povere guardie dimesse. Viva la loro nobile impresa e torremo con questo ai Piemontesi ed ai Romani giunti in Verona, anco l’umiliante occasione di chiederci, dove sono prima di noi i veneti assoldati, ora che si tratta della loro patria? della terra che calcano ? BORTOLOMMEO dott. FORATI. 20 Aprile. Fica la Repubblica — Viva Pio IX — Viva V Unione Italiana! Cittadini di Venezia, e delle Provincie che si aggregarono ad essa, non vi lasciate trasportare dalle passioni vilissime dell’interesse, della gelosia, della vendetta : approfittate della libertà della stampa per consolidare sempre più la fratellanza Italiana, per dissipare ogni residuo di divisione fra cittadino e cittadino, fra comunità e comunità, fra cittadino e comunità se abbiamo dei diritti, riserviamoci di esercitarli ultimala che sia la lotta per l’espulsione dello straniero dal benedetto suolo italiano; mostriamoci degni figli del Sommo Pontefice Pio IX. il grande , che scosso il nostro letargo, benedisse la causa della libertà, della fratellanza, e della confe-