771 rinnegare ogni decoeo. •— Vicari* Foranei della Diocesi, in nome di quel Dio di carità che vi discende ogni dì tra le mani e nel cuore, non consentite che i creduli ed i semplici vi tengano autori del più virulento libello che uscisse alle stampe giammai; l’onore della Diocesi ve ne supplica, la dignità della vostra condizione sociale e religiosa, ed il decoro del vostro nome empiamente abusato ve lo impone ; tutti e ciascuno coi Parrochi soggetti solennemente protestate contro l’empia Protesta ; protestate contro l’insulto che fu fatto al vostro cuore ed alla religione degli animi vostri. Avrete vendicato il vostro onore, non quello del Vicario Apostolico, il quale debbe consolarsi che i suoi nemici siensi lilialmente disvelati per tali, che educati a tenebrosi raggiri ed a fangose arti, e fra oscene trufferie maturati, a disfogare 1’ arrabbiata bile che li divora non aborrono da improntitudini così sfacciate e da calunnie tanto aperte da essere da tutti voi con una sola parola solennemente smentite —• Vicarii Foranei e Parrochi, se volete con frutto predicare la carità di Cristo , adempiete giustizia contro a chi semina l’odio , e resuscita le fazioni in questi dì, in che la Patria supplica concordia ed amore , e domanda a tutti il sacrifizio dei privati rancori onde rigenerarsi a quella indipen- $ denza cui da tanti anni sospira. Smascherate i tristi a cui la Patria , la Italia, il Popolo, Pio IX non sono che un pretesto a satollare privati rancori, ed un grido di moda, ed un vituperoso palpito del cuore —. Vicarii Foranei e Parrochi, non lasciate lungamente aspettare la risposta, chè nessun lavacro potrebbe rigenerarvi dalF infamia nè dall’irreligione. 30 Aprile. il 'swm® m iiA mlmmm SCIOLTI, Nell’ arduo calle di caduca vita Colma di pianto e d’ aspro duol feconda ( D’un primo error funesto a voi retaggio ) Con sfuggevole piè rapido il Tempo Li destini volgea d’ ampio creato, Mentre di pravi spirti a mal talento Tratta nel disonor, depressa, e scossa Religion nello squallor vivea; Enormi vizj, e tumultuanti affetti Eranle giogo, al di Lei casto seno Squarcio di piaga, più che lancia infesto, 0 d’ aspide velen che occulto uccide. Quando a tutela dei più giusti dritti Di santa legge, qual scorrevol fiume Che staripa, e impetuosa onda trascorre Sugli ubertosi campi, e l’ampie messi Ratto distrugge, e all’occhio uman disperde; Tal di grandezza ogni poter atterra,