587 tere il Governo provvisorio; chiunque volesse supporre in lui oltre preoccupazioni, lo calunnierebbe gratuitamente. » PROCLAMI DI S. M. IL RE DI NAPOLI. Amatissimi popoli. Il vostro re divide con voi quel vivo interesse clic la causa italiana desta in tutti gli animi, ed è però deliberato a contribuire alla sua salvezza e vittoria con tutte le foVze materiali, che la nostra particolare posizione in una parte del regno ne lascia disponibili. Benché 11011 ancora formata con certi ed invariabili patti, noi consideriamo come esistente di fatto la lega italiana, dacché l’universale consenso de’principi e de’popoli della penisola ce la fa riguardare come già conchiusa, essendo prossimo a riunirsi in Roma il congresso, che noi fummo i primi a proporre, e siamo per essere i primi a mandarvi i rappresentanti di questa parte della gran famiglia italiana. Già per noi si è fatta una spedizione di truppe per via di mare, e già una divisione è messa in movimento lungo la marina dell’Adriatico per operare di concerto con l’esercito dell’Italia centrale. Le jgorti della comune patria vanno a decidersi nei piani di Lombardia, ed ogni principe e popolo della penisola è in debito di accorrere, « prender parte alla lotta, che ne dee assicurare l’indipendenza, la libertà e la gloria. Noi, benché premuti da altre particolari necessità clic tengono occupata una bella parte del nostro esercito, intendiamo di concorrervi con tutte le nostre forze di terra e di mare, co’nostri arsenali, e co’tesori della nazione. I nostri fratelli ci attendono sul campo ddl’onore, e noi non martelleremo là ove si avrà a combattere pel grande interesse della nazionalità italiana. Popoli delle Due Sicilie! Stringetevi intorno al vostro principe. Restiamo uniti per esser forti e temuti, e prepariamoci alla pugna con la calma, che nasce dal sentimento della forza, e del coraggio. Confidiamo nel valore dell’esercito per aver quella parte nella magnanima impresa che si avviene al maggior principato della penisola. Per ¡spiegare tutto il '‘gore al di fuori, abbiamo bisogno di concordia e di pace nell’ interno, e noi contiamo sull’ottimo spirito della nostra bella' guardia nazionale c sull’ amore del nostro popolo per la conservazione dell’ordine e l’osser-vanza delle leggi; come esso dovrà contar sempre sulla nostra lealtà e sul nostro amore alle libere istituzioni che abbiamo solennemente giurato, e che intendiamo di mantenere a costo d’ogui maggior sacrificio. Unione, abnegazione e fermezza, e la indipendenza della nostra bellissima Italia sarà conseguita. Questo sia l’unico nostro pensiero; una sì generosa passione faccia tacere tutte le altre men nobili, e ventiquattro bilioni d’italiani, di corto avranno una patria polente, un comune e nerissimo patrimonio di gloria, ed una nazionalità rispettata che peserà ’ftolto nelle politiche bilance del mondo. Napoli, 7 aprile 4 848. FERDINANDO.