481 Ora che le provincie lombardo-venete hanno infranto le catene, ora che le altre parti d’Italia si sono emancipate dall’ orgoglioso protettorato, ora che le orde barbariche, incalzate dal braccio italiano, corrono impaurite a ritrovar salvezza negli agghiacciali covigli del Nord, il despota avvilito chiama alle armi i Tirolesi, ricorda il loro valore, reclama il loro attaccamento ! Questo appello è uno scherno ! Pretendere che un popolo tradito impugni le armi per difendere il traditore, è stolto pensiero! Basta che il tradito si mostri magnanimo, e non che ischiacci il traditore! E qual diritto avete voi, signor ex-vicerè, alla gratitudine dei Tirolesi, che, soltanto nel giorno del pericolo, chiamate prodi? Se essi abbracciarono un tempo la vostra causa, che credettero santa, credete che vogliano abbracciarla ora, che la veggono iniqua? Esaminale il passato e giudicate del presente. Che cosa ha fatto, signor ex-vicerè, il vostro governo a vantaggio dei Tirolesi? Veniamo ai latti: essi salutarono la vostra bandiera fino dal cessato secolo, e giurarono di difenderla co5 loro petti; armati del loro coraggio, si avventarono come leoni contro del creduto inimico; incontrarono con rassegnazione e coraggio le privazioni, i patimenti, la fame; abbandonarono i loro casolari agl’incendii, le loro famiglie al macello, il loro paese alla devastazione. 11 grido della battaglia era per loro un grido di gioia; il sangue sparso del padre e del fratello era invidiato, perchè creduti martiri di una causa santa ; ultimi deposero le armi, e piangevano, perchè soli non valevano alla vostra salvezza. E qual fu il compenso a tanto zelo, a lauto sagrificio? LJ avvilimento, il disprezzo, la miseria ! ! ! Conchiudesle la pace, e non provvedeste alla salvezza dei vostri difensori; abbandonaste senza reclamo all’ira dell’armata nemica il povero Hofer; e tutti gli altri capi dei corpi franchi dovettero cercare rifugio nelle foreste. Quando il vostro governo ha potuto dittatoriamente imperare, le promesse furono dimenticate; non riconosceste più in quegli alpigiani quel popolo prode che volontario si consacrò alla vostra difesa, ma lo trattaste come popolo conquistato per la forza dell’armi! Senza riguardo vietaste la collivazion del tabacco, poneste un dazio enorme sui sale, toglieste i privilegi, caricaste enormemente le imposte, spogliaste gli abitanti delF alto Adige di tutte le armi, che formavano il loro orgoglio, riduceste la Dieta ad un consiglio di automi, voleste perfino ridurli vili! Quando i Tirolesi ricorrevano al Irono a perorare la loro causa, a pregare, Francesco 1 intimava loro di partire, e minacciava la spedizione di centomila armati se non si acquietavano ! Quando i capi degl’ insorti chiedevano la rifusione almeno delle spese incontrale per la difesa vostra, non avevano che vaghe promesse : — Andate, sarete contenti — i vostri titoli saranno contemplati — nuli’ altro, nuli’ altro ! Nè crediate già di aver beneficato i Tirolesi cogl’impieghi ! Quel beneficio, consigliatovi dalla necessità, non fece che favorire parecchi individui, alcuni dei quali veramente indegni. Ma il Tirolo nella generalità n’ ebbe un danno ; gl’ impiegati, che nelle provincie lombardo-venete prendean domicilio, ritiravano di là i loro capitali, vendevano i fondi, consumavano altrove h loro rendite, impoverendo il paese di denaro ; ma a voi parea anche troppo quel 31