464 Per raswcurarc possibilmente i timidi (quantunque ci ricordiamo la massima che contro la paura ragioni non valgono) svilupperemo ora un po’meglio (juesta nostra idea. Inseriremo qui sotto vnrii documenti, e notizie, dai quali si rileva l’attiva parte che già cominciano a prendere nella nostra santa causa non solo tutte le nostre popolazioni, non solo (lacchè vale farne ancor più) le generose nostre donne, ma altresi i Romani, i Toscani e perfino i Na~ poletani. Sappiamo già che più che mezzo migliaio di generosi S\izzeri si sono uniti ai nostri fratelli lombardi per dar addosso all’inimico fuggente. Sappiamo che i Genovesi e Piemontesi fremevano già di non aver potuto andar a soccorrere Milano mentre ancor si dibatteva contro le truppe dell’inumano Radetzky. Che altro mai avrebbe potuto fare in tale stato di cose Carlo Alberto? E se egli, vedendosi oramai sforzata la mano arche in ciò, si è finalmente mosso, più ch’altro per timore del proprio pericolo, se resisteva ulteriormente, dovremmo noi rivolgere a Lui solo la gratitudine del sangue che verseranno i Generosi Piemontesi? E qual merito maggiore ha egli personalmente in confronto del pio e generoso Leopoldo granduca di Toscana? E se (lacchè Dio cessi!) avessimo da sceglierci di nuovo un padrone, perchè non sceglieremmo piuttosto Leopoldo invece dell’ equivoco Carlo Alberto ? •glossa, e Soglio Collossale ■■DDIO scosse e rese frale! ©r dell’Austria è giunta l’Ora: 5^ è dJ Italia è più Signora. Osò alzar la testa china, ¡3 on più serva, ma Regina Oi'a Italia sorgerà. CESARE Dott. LEVI. 9 Aprile. PENG0.