02 G l’esercito, composto come essa è di persone, le quali devono attendere ai propri) affari. L’utile e il decoro della pallia prima di tutto: ma nessun sacrificio senza ragione: ecco la libertà. Ci affrettiamo di far pubbliche queste nobili parole d’uno de’nostri vescovi, le quali ognuno che ami la patria leggerà con animo commosso di gioia riconoscente. Sì; la libertà nostra inaugurata dalle benedizioni d’ua grande Pontefice, accompagnata dalle preghiere dei nostri sacerdoti, vivrà degna vita. La vostra fede non meno che il valore, Italiani, vi salverà. Un popolo disarmato, ed invilito, che appena azzardava di dare un grido di dolore frammezzo alla oppressione delle sue catene, si alza di repente contro un poderoso esercito, e ricupera quella libertà, a cui poco innanzi non si sarebbe permesso neppur di pensare. In questo grande avvenimento, primo, unico nella storia, chi è che non ci vegga la mano di Dio, e a Dìo ricusar possa un inno di lode e di benedizione! A mezzo dei nostri parrochi, colla nostra circolare 51 marzo, noi vi abbiamo invitali, carissimi figliuoli, al tempio santo, onde, nella effusione del nostro cuore, venissero rese solenni azioni di grazie all’unico autore, che prodigiosamente operò la nostra liberazione da ogni giogo straniero, e ci costituì padroni di noi stessi sotto il reggime di una saggia, liberale Repubblica, per la cui prosperità fu nostro primo pensiero di obbligare il nostro clero a porgere a Dio quotidiane preghiere. Pure, convien confessarlo, in mezzo a tanta nostra giocondità non siamo ancora perfettamente tranquilli, per ciò che questo bel suolo d’Italia è tuttora calcato dagli antichi nostri dominatori, che sì gravemente abusarono della lunga nostra pazienza : in una parola, in alcuni punti delie nostre provincie lombardo-venete, siamo in uno stalo di guerra. E già per finirla al più presto possibile mille, e mille de’nostri valorosi giovani cinsero la spada, e con animo franco e generoso s’avviarono ad incontrar l’inimico per is-eaeciarlo oltre i nostri confini. Benedetti dal Padre di tutti i fedeli, dal rigeneratore d’Italia Pio IX, colla croce segnala in petto, la vittoria precederà i loro passi e trionferanno. Ma intanto noi, cui è vietato d’imitare l'esempio di questi valorosi giovani, nò possiamo partecipare alle loro fatiche ed ai loro pericoli, staremo colle mani alla cintola, riservandoci soltanto di applaudire ai loro trionfi, ritornali che saranno fra noi? Ciò ritornerebbe a nostra vergogna, e per ciò solo saremmo indegni di esser Italiani, Mentre adunque i vostri figli, o padri, i vostri mariti, o spose, i vostri fratelli, o fratelli, stanno pugnando per la santa causa della libertà italiana, noi innalziamo a Dio, a Maria Vergine, le divote nostre G. B. VARE. 18 Aprile. (dalla Gazzetta) a’ suoi dilettissimi diocesani.