— 114 — sunto normale periodo di gestazione. Comunque, malgrado queste riserve, è certo che la natimortalità friulana in più di un secolo non accenna a deprimersi, e tende anzi all’aumento. Questo comportamento appare più accentuato ancora nel circondario di Tolmezzo, per il quale la documentazione statistica non potè essere spinta oltre il 1870. Se la più forte natimortalità del circondario di Tolmezzo, nei confronti della provincia, può essere prevalentemente determinata dalla diversità delle condizioni ambientali, indubbiamente più aspre in montagna — ricordiamo, fra l’altro, che in montagna sono le donne quelle che abitualmente sono adibite al trasporto a spalla dei maferiali —, appare difficile diagnosti-care la tendenza all’aumento, che, tanto nella montagna, quanto nell’intera provincia, presenta la natimortalità. Si tratta, bensì, di un fenomeno comune ad altri gruppi demografici. E in proposito diverse ipotesi sono state formulate. Ma, in Friuli il fenomeno appare più marcato, per esempio, che nel Regno, mentre l’esistenza di correnti emigratorie su \asta scala, e, quindi, la conseguente minor coabitazione delle coppie matrimoniali, potrebbe indurre a prevedere per il Friuli l’opposto, se si dovesse credere all’influenza della coabitazione sulla natimortalità (’), influenza che sarebbe intervenuta durante la guerra a compensare in certo modo le condizioni di sfavore create nell’ambiente famigliare (denutrizione, lavoro delle donne, diminuzione dell’assistenza famigliare, ecc.). D’altro canto, il tenore di vita, le condizioni igieniche, il regime sanitario, sono sensibilmente migliorati nell’ultimo cinquantennio. Tutto al più, quindi, da questo punto di vista, può essere giustificato l’aumento, che il rapporto presenta nel sessennio 1915-20, in vista dell’elemento perturbatore costituito dalle vicende belliche. A parte, infatti, ogni altra considerazione, è certo che le operazioni belliche hanno imposto in Friuli, e particolarmente alla popolazione femminile, un aggravio non indifferente delle condizioni di vita e di lavoro. Una più accurata analisi della natimortalità, in funzione della natura della filiazione (Tav. n. 59), comprova anche per il Friuli una più intensa natimortalità negli illegittimi che nei legittimi. La natimortalità illegittima presenta, anzi, una ten- (1) Cfr. G. Giri, La guerra cìal punto dì vista dell’ eugenica, Metron, I, n. 4; e G. Zincali, Demografia, in Trattato Italiano d’Igiene, Torino, Utet, 1930.