437 GIUDICATA DA’ PROPRII ATTI NELLA CAUSA DEM,A INDIPENDENZA D’ITALIA. (T. pagina 356.) ASSEMBLEA NAZIONALE DI FRANCIA Sessione del 6 agosto 1849. INTERPELLAZIONI SULLE COSE D’ITALIA. Il sig. di Tocqueville (ministro degli affari esterni): Signori, 1* Assemblea desiderò che vi avesse un dibattimento sulle cose di Roma; ella può rammentarsi ch’io non ci ho consentilo se non a malincuore. Vedeva in questa discussione inconvenienti che scorgo ancora ; ciò non pertanto mi sottopongo alla sua volontà, e seguirò 1’ onorevole preopinante nella disquisizione da lui aperta ; ma prego 1’ Assemblea di ben considerare le difficoltà della condizione, nella quale mi trovo, essendo pendenti le negoziazioni. (Esclamazioni e risa ironiche a sinistra.) Questo principio è talmente elementare, che in verità e’ bisogna esser ben giovine nella vita politica per venir qui a contrastarlo. (Jppro-rnsione a destra. ) Ripeto adunque che la condizione del ministro degli affari esterni ò abbastanza difficile, perchè gli si conceda di dire quello soltanto che gli parrà assolutamente indispensabile per rispondere al desiderio dell’Assemblea. Imiterò l’onorevole preopinante in un punto; come lui, non entrerò nel campo delle discussioni retrospettive; credo che questo sabbietto sia esaurito. (Leggieri rumori a sinistra.) Molte discussioni sussecutive, un voto dell’Assemblea nazionale dinanzi alla quale io parlo, chiudono, a mio credere, il campo. Nè io ci entrerò; io per me mi farò alla discussione dell’affare, dal punto in cui e’si trovava, quando giunsi al posto che occupo in questo momento. Dirò aH’Assemblea come al primo trailo considerai la questione, e quali sono le soluzioni, ch’io previdi; e per non farle perdere inutilmente il tempo, credo conveniente di porre subito sott’ a’ suoi occhi il dispaccio medesimo eh’ indirizzai a’ nostri agenti, tre giorni dopo aver assunto il mio ufficio, a* signori Rayneval e d’ Harcourt, e dapprima al sig. d’IIar-court. ministro plenipotenziario della repubblica francese alla santa Sede. Ecco il dispaccio : 6 giugno -1849. «... Non ho a spiegarmi con voi su quanto precedè il momento attuale, ma è necessario che v’ indichi in qual modo si dee adoperare per trarre il miglior profitto possibile dalla presa risoluzione. « Mandando un esercito in Italia la Francia aveva in Vista parecchie Wire, di cui nessuna debb’essere da voi dimenticata.