71 indo al paese i generi che vi esiste»ano, portava perù necessariamente 'effetto di scoraggiare le introduzioni nuove. Infatti, se esaminate da nell’epoca in poi, troverete che le importazioni dei grani pe r conto ri privali furono minime. Egualmente il calmiere sarà stato forse una misura necessaria in uet momento di agitazione; ma è certo che il calmiere porta l'effetto he il commercio dei grani essendo inceppato, le importazioni dimi-nilscono. bisogna essere convinti del fatto che là solamente è abbondanza ove il commercio è libero, e che lultociò che incatena il commercio oduce carestia. Volete vederne una piova? Alcuni nostri concittadini, legosianti e proprietari! di terre nelle provìncie vicine , avrebbero assai acilioente allora latto portare le loro granaglie in Venezia, per garanzie da ogni pericolo; ma dovettero preferire un pericolo lontano ed licerlo, al danno certo di vendere qui i loro generi a prezzo minore di nello che valevano in terralèrma ; ad un prezzo ch’era determinato, iù che dalle circostanze generali del commercio, dalle circostanze locali el paese. (Mormorio.) La Commissione annonaria non poteva e non doveva togliere il di-ieto dell’esportazione, uè modificare la legge del calmiere. Per togliere I divieto deU'esportazione, bisogna lasciar tempo al commercio di aviarsi; per togliere il calmiere, bisogna aspettare un momento di ab-ondanza e di perfetla pubblica trampiillità. lo dico dunque che fu op-rtuno di conservare le due leggi; ma solamente osservo die l’approv-igionainento generale del paese fu impedito in qualche modo da esse. Un’ altra circostanza notabile era questa. Non la sola Venezia nel-' anno scorso era agitata, tutta l’Europa lo era; e .quando vi è rivoluzione e guerra, naturalmente nasce una stagnazione in tulli gli affari commerciali ed una conseguente minore quantità di cambiali in commercio. K siccome il commercio di Venezia si fa tutto con l’estero, perche \enezia non produce nulla, cosi per approvvigionarsi ha bisogno o di esportare danaro, o di rinvenire cambiali. Il fatto è che tanto scarseggiavano queste cambiali per l’cslero, che gradatamente aumentarono i cambi ad un limite veramente straordinario, e da questo conseguiva una maggior carestia e si accresceva nel tempo stesso la difficoltà d’importare generi in Venezia. Inoltre, era stata impedita anche l'esportazione del danaro effettivo, di maniera che non avevamo cambiali per provvederci all’estero, ed avevamo l'impossibilità legale di portare danaro all’estero. Di modo che •»on restava altro che un commercio di permuta. Da ciò nacquero beo tosto nuove e grandi difficoltà, perche fu necessario studiare quali fos-**ro le merci esistenti in Venezia, alle quali si potesse senza pericolo * senza danno rinunziare. Di quelle stesse merci, che erano pur necessarie per Venezia, bisognava fare un calcolo, e domandare quanto de* P°*ilo si dovesse conservare inlallo, quale quantità nc occorresse , per Huanti mesi. Da questa origine sorsero varie doglianze, in quanto che molli volevano che si aumentasse d' assai 1’ esportazione, calcolando il tempo della resistenza e del blocco più breve, e considerando phe , au-