383 era già stabilito, i patti segnati; Carlo Alberto aveva stipulato la cessione all’Austria di tutti i paesi italiani che si erano dichiarati indipendenti. Per avere un simulacro di dritto a far questa cessione doveva egli avero un simulacro di signoria: bisognava prender possesso di Milano c così lece quattro giorni prima della resa, doveva prender possesso di Venezia cd ordinò di tarlo ai suoi commissariì, e questo due giorni dopo ch’egli aveva già capitolato a Milano e per conseguenza due giorni dopo die Venezia non era più sua. Ai cinque si capitola con lladetzky, ai sette Carlo Alberto è re di Venezia, ai nove il nuovo re di Venezia la cede all’Austria, li questo si chiama armistizio, e nell'armistizio è compresa la cessione delle Cortezze, e di Modena e di Parma e di Piacenza, e per ultimo insulto si mettono le persone e le proprietà sotto la protezione del governo imperiale. Ora si spiega l’abbandono dei nostri a Vicenza, condannati tutti ad una strage barbarica se non gli avesse salvati il loro inaspettato valore. Ora si spiega la incomprensibile tattica di guerra oggetto di riso allo straniero: ora si comprende il perchè furono lasciati liberi i passi alle orde austriache che scendevano alle prede italiane; ora si conosce la cagione dell’odio contro i nuovi governi di Milano e di Venezia, e perchè si usò tant’arte onde cadessero nella gran rete monarchica. Quante iniquità vedranno fra giorni la luce del sole! Quanti traditori saranno notati col suggello di una infamia indelebile! Nulla resterà nascosto: l’Italia conoscerà i veri alleati dell’Austria e gli amici di Mettermeli. Oh perchè la vendetta è lenta a cadere su costoro! 0 prodi Piemontesi, o illustri discendenti di quei repubblicani che fecero tremare la terra, soffrirete voi tanta ignominia! Sapete voi perchè si giunse a disonorare il proprio nome, i vostri soldati, l’Italia tutta? Sapete voi perchè furono sacrificati i Romani e i Toscani; perchè foste venduti voi tutti come gregge? Sapete voi perchè si riuuuziò alla più bella gloria cui si potesse aspirare, c si volle tornare al servaggio austriaco piultostochè rendere Italia libera, rispettata e indipendente? Fu il timore della libertà, fu lo spavento dei repubblicani francesi. L’intervento non fu mai chiesto; si disprezzo quella nazione che si offriva generosa a soccorrerci: si ammorzò l’entusiasmo patrio, si fece un simulacro di guerra, non si ebbe rimorso di sacrificare qualche migliaio di uomini alla spada austriaca, di esporre le città, i paesi e le campagne al saccheggio e alla strage, e questo perchè? per odio contro ogni principio di libertà. Italia, che ti resta a fare? Lo avrai già compreso; non avrai bisogno dei nostri consigli. Guerra d’insurrezione, guerra sotto il vessillo italiano libero da ogni altro impaccio. Guerra di insurrezione, e alleanza con Francia. 0 Italia, non li addormentare alle fallaci promesse di onorevoli accordi di pace. Poiché ti avranno resa debole e vile, tornerai alle tue catene. Speri libertà dai Croati? Speri indipendenza da un arciduca? Scegli o guerra, o schiavitù, o gloria, o il disprezzo di tutte le nazioni. Chiama in tuo soccorso la Francia: ma chiama il popolo ; esso comprenderà che si tratta oggi non solo la tua ma la causa della libertà