17 in forma privata, ai numerosi registri ipotecarii che importa di rovistare, ed allo sterminato numero d’iscrizioni che questi racchiudono fin dall’anno 1812, sendo che moltissime anche di quelle, che sono estinte, pur vi appariscono accese, per Fin-valsa mancanza delle necessarie cancellazioni ; e quand’ anche finalmente siasi riusciti d’ ottenere una tranquillante garanzia sul conto della proprietà sia del venditore, sia del mutuatario, e dei pesi risultanti dai libri relativi, resta sempre il dubbio che l’immobile non sia soggetto a qualche ipoteca tacita, a qualche servitù, od altro peso, che per legge non viene ad essere iscritto. Se non che questo immenso benefizio de’ libri tavolali Austriaci alla Dalmazia non fu concesso di poterlo godere, perchè il Codice Civile che li contempla, e di cui formano la base in fatto di acquisizione della proprietà e degli altri diritti reali, ci venne bensì introdotto nell’ anno 1816, ma non così gli accennativi libri, quantunque fin dall’anno 1815 il Supremo Tribunale di Giustizia col suo Decreto 30 Decembre ordinasse alle Autorità provinciali di prendere in serio riflesso se ed in quanto il sistema dei libri tavolali vigenti nelle Provincie te-desco-Austriache potesse adottarsi anche in questa Provincia. La mancanza di uno stabile Catasto fu il motivo per cui allora troppo ragionevolmente si è trovato di non poter introdurre i Libri tavolali ; questo Tribunale d’Appello ne proclamò sempre anche in seguito la necessità, condizionandone peraltro l’attuazione al previo compimento dei lavori Catastali, ma i libri tavolali non si hanno neppure addesso che il Catasto è completamente attivato, sicché in materia d’ipoteche hanno ancora vigore presso di noi i metodi anteriori cioè quelli che vigevano sotto la legislazione francese, come veniva disposto colla Risoluzione Sovrana 24 Maggio 1817, e quanto al trasferimento della proprietà e degli altri diritti reali, che non può per il Codice Austriaco aver luogo senza l’iscrizione del titolo nei pubblici libri, manca