. 45 dine sia poi così certa ed estesa come si vorrebbe far credere, a questo punto si osserva che cosiffatte contrattazioni, ove venissero tollerate, ridurrebbero a sistema quel manco di sicurezza, quella mala fede, quegl’ inganni che, anziché fomentati, vogliono essere reppressi; che nei casi dove questa per-niziosa abitudine prevale sono frequenti le bine vendite specialmente dei miglioramenti, i cui effetti sono sotto ogni riguardo i più disastrosi, venendo ad esserne attaccati oltre al privato diritto anche i principii d’ ogni sana morale; che alla stessa causa vanno in buona parte attribuite le lunghe e dispendiose liti, i famigliali dissidii, i reciproci danni, le violenze, ed ogni altra sorte di delitti, e che in conseguenza, come sarebbe desiderabile una legge repressiva che impedisca questo riprovevole e funesto disordine, non si può disconoscere 1’ opportunità di una istituzione che indirettamente lo tolga. Queste spese per altro, non cesseranno dal dire gli oppositori, cadono poi sempre a carico del venditore o del sovvenuto, della parte bisognosa in somma che subisce un sacrifizio qualunque, pur per avere il denaro che cerca. Prescindendo dall’ osservazione che questa massima non è sempre vera, dappoiché talvolta è il sovventore che cerca di collocare il suo denaro, ed è il compratore che desidera di diventar proprietario, i quali in conseguenza, anzi che dare, dovrebbero in questi casi ricevere la legge dal sovvenuto e dal venditore ; se l’atto scritto e la sua iscrizione ne’ pubblici libri sono garanti della vera natura della relativa contrattazione, se tale garanzia difende e il venditore e il sovvenuto dal rovinoso flagello del-1’ usura, delle simulazioni, e delle interminabili liti che ne derivano, non si dovrà egli anche da loro preferire i vantaggi i-napprezzabili del nuovo sistema al confronto di una spesa sì tenue ? E non si potrebbe, seguirà a dire taluno, riservar queste forme, che sono pur sempre dispendiose ed impaccianti, ai contratti relativi a’ beni di un qualche valore da determinarsi, e lasciarne esenti quelli che hanno per oggetto valori