XII PREFAZIONE dare risonanza a quella voce, svelare quel mistero; necessita, voglio dire, illustrare la natura del folklore così che ne traluca la grande importanza ; ripartirlo nelle sue varie suddivisioni, così che possa assumere aspetto di unità, venire studiato metodicamente, come qualsiasi altra disciplina, e agevolmente appreso; segnalarne la precisa portata, in rapporto agli studi e alla vita, così che ciascuno vi cerchi e vi trovi quello che gli è necessario. Quando sarà stata compresa largamente l’utilità del folklore, crescerà a meraviglia lo stuolo dei suoi amici, attratti nella sua orbita da interessi diversi, tutti rispettabili e degni. Sembrerà, se io non mi inganno, che un nuovo mondo si apra alla curiosità indagatrice degli studiosi. Allo studio del folklore oggi ci richiama, con tono d’imperio, la riforma Gentile, che ne suppone la conoscenza per la pratica quotidiana della scuola. Dovendo occuparsene insegnanti, direttori e ispettori, sono tornato ad occuparmene anche io (che ho l’obbligo di consigliarli e guidarli), con saggi, discorsi, conferenze, comunicazioni a istituti e congressi, e in un corso tenuto nella gloriosa Università di Bologna. Di quel corso pubblico qui appresso la prolusione, che enumera e chiarifica gli odierni problemi fondamentali del folklore, non tanto nel rispetto strettamente scientifico, quanto, più particolarmente, in quello pratico e didattico: