40 PROBLEMI FONDAMENTALI DEL FOLKLORE mento uniforme e teorico, avulso dalla realtà psicologica, sociale e morale degli scolari, rivolto a discenti ora estranei alla parola del maestro, ora indifferenti, ora incapaci di comprenderla e di applicarla a se stessi? E con che arte può introdursi negli spiriti giovinetti il maestro che non ne conosca e non utilizzi la provenienza, i bisogni spirituali e le aspirazioni, in una parola, il folklore ? Ma altre considerazioni si affacciano spontanee e insistenti, solo che il pensiero si volga ai proverbi, alle ninne-nanne, alle fiabe e ad altri componimenti della letteratura popolare. Non s’infiora di detti e di proverbi, sull’esempio del discorso quotidiano, 1’ insegnamento infantile? e non s’imprime forse il proverbio, breve, arguto e concettoso, assai più efficacemente di un lungo discorso morale? Non parlano forse al cuore e alla fantasia dei giovinetti le ninne-nanne, le cantilene, le nenie infantili? non li educano e ingentiliscono, meglio delle elaborate teorie, meglio delle fantastiche fiabe letterarie, i bei racconti popolari, le novelline così care agli stessi dotti? non li divertono e addestrano le filastrocche, gli scioglilingua, gli indovinelli, che nel popolo vivono e prosperano, e ai giovinetti riescono così accetti e graditi ? E i giuochi tradizionali (tranne alcuni ormai usciti dalla consuetudine, con la quale erano in contrasto) non giovano, spesso, assai meglio dei diporti moderni, allo sviluppo fisico,