— 187 — Nel 1615 scoppiò come era da prevedersi, guerra aperta — la così detta guerra di Gradisca — fra Venezia e l’Austria, guerra rovinosa per la sua durata, ma specialmente per il modo barbaro con cui fu condotta. Dopo la sconfìtta dei Veneziani a Zaule, gli Arciducali corsero tutta l’Istria mettendo a ferro ed a fuoco il paese. Mentre attorno a Gradisca si combatteva la grande guerra fra le due potenze belligeranti, nell’Istria la guerra era frazionata in una quantità di piccole guerricciuole ; si formarono in ogni dove bando di contadini armati all'offesa ed alla difesa, gareggiando fra loro negl’incendi e nelle stragi. Finalmente il 26 settembre 1617 fu segnata la pace a Madrid. Non è privo d’interesse ricordare il seguente fatto accaduto iti questo periodo di tempo. I padri di S. Nicolò del Lido affittarono a dei mercanti il monastero esistente sopra lo scoglio di S. Nicolò di Parenzo, permettendo così die si riducesse ad uso profano quel luogo sacro anticamente ad essi concesso dal vescovo, dal capitolo e dai cittadini di Parenzo col patto di non poterne fare alcun altro uso, ma solo di abitarlo e di officiarne la chiesa : e per sopra più ne portarono via anche la campana maggiore. Tanto abuso dei monaci destò viva irritazione nell’ animo degli abitanti ; il podestà ne scrisse al senato, e questo il 1 aprile 1628 incaricò il provveditore Bondumier di prendere in proposito i più energici provvedimenti. Non ci è narrato come finisse tale questione: certo colla peggio dei padri di S. Nicolò e col ritorno del convento alla sua destinazione primiera. Di fatti il vescovo Tomma.sini riferisce nei suoi Commentari ali’ anno 1646 : „ Sullo scoglio di S. Nicolò vi è un monastero di monaci Cassinesi ; al presente vi sta un solo monaco e paga un picciol censo al vescovo “. XV. Uno scrittore chiamò felici i popoli che non hanno storia. Anche di Parenzo si può dire che non abbia avuto storia durante i secoli XVI e XVII ; ma in quale stato di rovina