— 217 — delle disposizioni, che riscontreremo nello statuto del sec. XI V, era già ridotta in iscritto ; mentre, almeno dal 1293, le legcs et consuetudiucs civili di Parenzo, come il documento le chiama, erano già compilate e raccolte in volume. II. Gli statuti di Parenzo ci vennero conservati in un codice latino del secolo XV, dal quale derivano i manoscritti italiani del secolo XVIII, e su uno di questi ne fu curata, da Pietro Kandler, la stampa. A) Codice membranaceo della biblioteca municipale di Parenzo, segnato col N. 123. Misura, chiuso, mill. 290 in altezza e 215 in larghezza; aperto, mill. 288 in altezza e 210 in larghezza; ed è di carattere nitido, eguale della fine del secolo XV. Consta di dieci quaderni, ognuno de' quali ha, in fine all’ ultima carta, i segni di richiamo ; ed ogni quaderno ha 10 carte, meno il secondo che ne ha 8, e il decimo che ne ha 6, soltanto ; si che il codice consiste di 94 carte, di numerazione recente, forse del secolo XVIII. Ogni facciata ha, se scritta per esteso, in media 29 righe. Mancano le carte 19 e 23, e la numerazione va, in ogni caso, dall’ 1 al 96. Principia : Incipit liber stntutor. comunis Parentii... e la prima carta ha due iniziali miniate, 1’ una in oro, rosso e violetto, l'altra in rosso ed oro, entrambe sbiadite dal tempo. I capitoli non sono numerati, e le capitali sono miniate, l’una di rosso, l’altra d’azzurro, e così di seguito, alternativamente. Dopo il proemio, che occupa le carte 1 r. e v., è 2 r. e quattro righe del v., e porta la data sub anno dominice riaìi-uitatis MCCCLXiij0, die primo inensis jtinij, seguono le rubriche del primo libro, fino a carta 3 r. Il primo libro va fino a c. 14 r., e consta di 18 capitoli. Seguono, interpolate, tre terminazioni, emanate sotto i podestà Francesco Sorian (1459), Nicolò Bolani (1462), e Lunardo Loredan (1469); indi una