— 143 — Ad ogni modo nel 1768 adottava dei severi provvedimenti restrittivi per il clero regolare, rinnovando il divieto di acquistare, restringendo la questua di parecchi ordini, vietando la nomina a superiore monastico di chi non fosse suddito veneto, ordinando che i conventi privi di rendite venissero soppressi, interdicendo la vestizione a chi non contasse vent’ un anno, e la professione a chi non ne avesse venticinque. Volle di più che il clero regolare riconoscesse la diretta giurisdizione dei vescovi. Che siffatte leggi, specialmente per quel che toccavano Parenzo, fossero improvvide, non si può dire. Nel 1769 venivano abolite le riserve papali, onde i capitoli eleggevano i propri capitolari per otto mesi dell’ anno e i vescovi negli altri quattro. Si badi eh’eravamo nel tempo quando si favorivano i vescovi per iscopi febbronianistici. Nel 1778 Analmente Venezia sopprimeva la contea d’Orsera, ultima baronia temporale di possessione e potere dei vescovi parentini e ultimo vestigio del feudalismo d’un tempo che fu. Vivente il vescovo Negri, verso il quale il Senato Veneto ebbe grande stima, non si volle venire a questo passo, sebbene Venezia 1’ avesse pensato — come vedemmo — già al principio del secolo XVII. Ma — si noti! — morto il Negri il 18 gennaio 1778, 1’ 11 marzo 1778, prima che a Parenzo giungesse il nuovo vescovo Polesini, il Senato sopprimeva e secolarizzava la contea d’ Orsera, assegnando in compenso 2000 ducati alla mensa vescovile di Parenzo. Fatti però i conti, si vide che la rendita della contea non era sì grande, come di primo acchito era sembrato. Per cui il 20 nov. 1782 il Senato stabiliva di „ minorare 1’ onere (cioè V assegno alla mensa vescovile parentino), sempre però incominciando dal successore del Vescovo attuale “. Ora, il vescovo Polesini morì appena nel 1819, la Repubblica cadde già nel 1797 . . . quindi la mensa vescovile di Parenzo non ebbe neppure un bagattino, nonché un ducato. Il 16 gennaio 1792 (more veneto) il Senato stabiliva di dare ad Orsera uno Statuto, basato in gran parte sulle leggi edite dal vescovo Tritonio nel 1609, le quali norme statutarie venivano meglio determinate il 13 aprile e il 23 maggio 1793