— 188 - fu essa condotta in questo periodo di tempo ! Lo dicono eon terribile eloquenza nella loro aridità le seguenti cifre: Popolazione di Parenzo nella prima metà del secolo XV, oltre 3000 ab. ; censimento 7 aprile 1580, ab. 698 ; censimento a. 1601, ab. 300; censimento a. 1646, ab. 100. Nel 1593, dovendosi dal consiglio dare la muta alle cariche che avevano già terminato il loro ufficio, nè potendosi unire sufficiente numero di consiglieri, si stabilisce di farle con quel numero che si può ; e per più e più anni il consiglio si raduna con soli 8 consiglieri. Nel 1596 le condizioni della podestaria di Parenzo erano ridotte a tale che non si trovava nessuno che volesse accettare la carica di podestà : laonde il senato veneto stabilì che in avvenire, invece di ducati 10 al mese, il podestà di Parenzo ne ricevesse 22, e che fosse messa in vigore la regalia di 4 carra di legna per ogni paio di animali grossi posseduti dai vecchi abitanti. La triste fama dell’insalubrità della sua aria era sì diffusa che, durante la stagione calda, non più poggiavano nel suo porto i legni diretti per Venezia, ma si fermavano a Rovigno ove stavano quei piloti che d’inverno erano di stazione a Parenzo. E difatti Parenzo, dopo la terribile peste che aveva infierito sulla città nel 1487 facendo tanta strage di popolo, non aveva potuto più risorgere ; che anzi le lunghe guerre del secolo seguente, le calamità che le accompagnarono, ed infine le tristi condizioni sanitarie della città e del territorio concorsero a scemare di anno in annq il numero dei suoi abitanti. La malaria, triste eredità derivata dalla rovina di tanti fabbricati, dall’accumularsi in ogni dove di mucchi di macerie in decomposizione, dal sorgere d’una vegetazione malsana, dalla mancanza di buona acqua potabile, continuò lenta ma inesorabile l’opera della peste ; — e della peste più funesta perchè la sua opera distruggitrice perdurò attraverso una lunga serie di generazioni, e fece la guerra non solo ai vecchi abitanti, ma anche alle genti nuove importate dalla República. La peste era un male acuto : appena cessato, la gente si rinfranca e si rinnova ; la malaria in quella vece