— 191 — naviglio.... Ha fertile ed abbondante territorio con ricche ville accresciute da nuovi abitanti da un secolo fa...... Nella città vi sono molte cisterne di acque vive e di conserva “. Il vescovo di Parenzo Mons. Gasparo Negri morto nel 1778 vi aggiunge : ...... „ Cose tutte pur troppo vere, mentre vivono ancora alcuni vecchioni i quali si rammentano di aver vedute tutte queste miserie, e le strade e la piazza stessa ricoperte di folta erba, e di sterpi, ed i casali tutti ripieni di immondezze, di absinzij, sambuchi, di edere, di cicute, e di altre piante pregiudiziali all'umana conservazione e salute “. XVI. Il senato veneto s’ adoperò anche qui, come altrove, a ripopolare la città e la campagna di preferenza con genti nuovo e più resistenti, seppure, per il loro basso grado di civiltà, meno atte al vivere civile e sociale. Incominciò coll’ incamerare tutti i beni incolti e tutte le caso disabitate, formando di quelli il catasto, segnando queste con un numero progressivo. Che il modo talvolta troppo spiccio e precipitoso di dichiarare proprietà del fìsco e case o campi a danno molto spesso di legittimi diritti privati, e vivendo tutt’ ora i loro legittimi proprietari, che il contatto colle genti nuove qui giunte da paesi semibarbari, poco rispettose delle leggi divine e molto meno delle umane, desse origine ad una serie di liti, recriminazioni, proteste, violenze, è facile l’immaginare. Alle questioni d’indole privata, derivanti dal diritto di proprietà, s’aggiunsero collisioni continue colla comunità e col vescovo : colla prima perchè i Parenzani non volevano riconoscere i nuovi abitanti come concittadini ; col secondo perchè i nuovi abitanti rifiutavano di pagargli le decime. Si cominciò colla colonizzazione della campagna disertata, oltre che dalle pesti e dalla malaria, dalla rovinosa guerra combattuta nei primi decenni del secolo XVI. Varie famiglie morlacclie passano su quel di Parenzo nel