— 190 — „ Parenzo ha territorio coltivato ed abbonda di vini grossi — e di olivi “. „ Questa infelice e desolata città di Parenzo è quella che cotanto vien celebrata dagli antichi scrittori... È posta la città sopra una penisola quasi tutta bagnata intorno dal mare e fortificata di grosse mura con ordinati torrioni. Ha una nobilissima chiesa cattedrale, vi è un convento di frati conventuali di S. Francesco, e vi sono altre chiesiole. Il palazzo del rettore è sopra il molo ed è assai rovinato. Questo rettore, o podestà, come si legge nello statuto, soleva condur seco un vicario per giudicare le cause civili e criminali per la copia del popolo che vi era. Ha delle belle contrade con fabbriche spesse di case alte fabbricate di pietra viva, ed intagliate eccellentemente, il che dà indizio della ricchezza dei suoi antichi abitatori. Ora giacciono queste cadute o cadenti e affatto prive di gente con orrore a chi entra in essa città, le cui pompe sono chiuse entro le numerose sepolture che si veggono davanti la cattedrale, in S. Francesco ed altre chiese, ammonizione al nostro secolo del flagello dell’ira divina caduta sopra questo popolo, dopo che contumace del suo vescovo, a lui ed alla sua chiesa negando il suo diritto, 1’ obbligò ad escomunicarlo, ed indi poi come da Dio maledetto per esempio ad altri se ne andò a poco a poco distruggendo, cosi che al di d’oggi di tre mille e più abitatori che erano, non ne sono appena cento; tale è la tradizione dei presenti abitatori, e vien comprobata dalle scritture che si leggono nell’archivio episcopale“. „11 giorno terzo di marzo 1646 fui a vedere questa città, la quale fa spavento a chi vi entra. Si vedono le belle fabbriche di canonica che maggiormente non poteva essere standovi in essa dodici canonici ed altri chierici, ed or anco questa è rovinata, e con due soli canonici poveri che appena hanno entrate per vivere, negando li nuovi abitanti di pagare le dovute decime, se ben ne hanno riportato i canonici le sentenze a loro favore, ostinati quelli in appellazioni tirano la causa a Venezia, dove non potendo i canonici sostener la lite per la loro povertà, hanno abbandonata la chiesa, e lasciano la loro causa a Dio..... Il suo porto è capace d’ ogni