— 50 — modo noi lo possiamo intendere. E se si dicesse, per esempio, che il suo insegnamento è buono solo in quanto conferma ed attua, in anticipo, gloriosamente, le più profonde aspirazioni del romanticismo europeo, da Goethe a Nietzsche, si rischierebbe di fare scandalo e niente altro. Capire Leopardi significa capire la tradizione e la modernità ad un tempo. Ma noi siamo egualmente lontani dall’una e dall’altra. Il nostro europeismo è di se-cond’ordine. La nostra classicità è così generica che accade continuamente di veder messo Leopardi vicino a Foscolo o a Carducci. Il fondo poi del nostro gusto è provinciale, borghese, moralistico, e il problema che più ci appassiona in questo momento è quello della creazione del romanzo. Per coloro che scrivono romanzi, noi siamo pieni di parzialità e di pericolosa indulgenza, mentre se apparisse, poniamo, un grande storico, po-