LIBRO DUODECIMO. 615 rimbombo dell’artiglierie, e lo ilrcpito de’tamburrL Furono 1669 portati nelle navi anche l’armi, e gli apprelhmenti in tal copia, che appena in tanti legni capirono ; anzi fopravan-zando qualche quantità di bifeotto, il Capitan Generale la donò agli /chiavi «Chriftiani , ,ch’ erano fopra V armata ,de’ Turchi . Duc-ento , e dodici cannoni di varii generi furono lafciati, guarninaento folito della piazza, afportarine trecento trentalctte con dodici mortari , e fette petardi* Non permettendo il vento contrario, che partir potelfero ne’ dodici giorni preferitti, altri otto fe n’impiegarono „ annuendovi i Turchi. In jjne imbarcate Je genti inutili, non xeflando alcun’ addietro fe non due Papà Greci , tre Ebrei , & un’Alfiere con dieci, ò dodici faldati, che abbracciarono la legge di Maometto j fi numerarono circa quattro mila gl’ infermi, e i feriti , che fi fecero paifar fopra i legni , ;e poi uicirono fotto l’armi ire mila fettecento cinquanta quattro foldati fani con quattrocento cavalli . Quelli la .notte dopo i ventifei di Settembre montarono fopra Je galee, e le galeazze nel porto, tutto cfeguendoiì con (ingoiar ordine^ con grau quiete, e filentio, fe non in quanto piangevano molti abbandonando quei podi, ne’quali allegramente have-van tante volte fparfo il fangue, & Inverebbero amato di lafciarvi la Vita. Il Mombrun, & il Grimaldi partirono ultimi fopra feluche, reilando il Sargente maggior Pozzo di borgo con tré, ò quattro Officiali a confegna're la piazza. Datoli la mattina leguente cenno a’Turchi, eh’entraffero a pre-fidiarla, il Gianizzer’ Agà con una banda de’ fuoi falì per la breccia; & egli pofeia, & il Defterdarpoilofi fopra il taglio, mirarono attentamente Ja vuota, e defolata città, tutta hor-rore , e filentioj tutta rovine, ò fepolcri; e confeifando non offerii mai comperata una piazza a più caro prezzo , offerva-rono quanto poco ci voleva ad cfpugnarla per forza di asfalto ; onde .accefidi fiera fete di fangue , fmaniando inveh ivano contra il Viiir ^ c’haveife preferito ia quiete de’trattati alla gloria dell’armi, Mà egli ¿prezzando i loro vani difeor/i, chiamati a sé il Pozzo di borgo, e quegli altri Officiali a li regalò con piena mano di monete d’oro; e poi lafciando net- ju’,n ^ far le ilrade, e raifettaril Duomo inMofchea, il quarto gior- 03 4 \ no