73 porrà una concezione universale, tendente al-1’ equilibrio fra i diritti e i doveri della borghesia e del proletariato ; che non ammetterà la lotta, ma la collaborazione di classe, non la dittatura borghese o proletaria, ma l’equo accordo, ma la necessaria integrazione. Questa concezione universale ha, in questo momento il suo centro a Roma. È ancora circoscritta al nostro paese, ma già agisce anche al di là dei confini. Il malessere in cui si dibattono le nazioni europee che sentono la necessità di una vasta opera di revisione, e l’interesse con cui si seguono gli esperimenti del-l’Italia, sono importanti sintomi di questa azione internazionale. Difficile e lenta, questa azione trova nelle organizzazioni a carattere internazionale i massimi ostacoli. D’ altro canto è più che naturale che ciò avvenga, non essendo la III Internazionale comunista altro che la deformazione dell’ organizzazione sociale su basi marxiste. La formola italiana dello stato corporativo — sindacale è combattuta in Europa, precipuamente dalle democrazie so-cialisteggianti e dal socialismo integrale. Ora è noto che il socialismo tende a dividere le nazioni in due campi avversi ; si dichiara internazionale e però, in fatto, è antinazionale. E poiché è antinazionale, è antistatale perchè soltanto con la conciliazione dei due elementi in contesa si può restaurare 1’ autorità statale