142 razione asburgica — ; la missione a Budapest di Laza Markovic, di cui tanto si parlò, e le cui finalità politiche furono ufficialmente smentite, dimostrano che la politica ungherese non bada ai mezzi, non sceglie gli amici, ma accetta tutto ciò che le può essere utile. Non sarebbe quindi audace affermare che la tensione italo-jugoslava possa essere a Budapest considerata elemento politico di primo ordine a vantaggio degli interessi ungheresi ; che l’accettazione di Spalato, quindi l’oscillazione fra Spalato e Fiume, quindi 1’ accordo per Fiume quale sbocco ungherese, siano tre fasi di una complicata azione politica con la precisa finalità di uscire dall’ isolamento. Il problema dello sbocco ungherese che è italiano e jugoslavo, potrebbe anche costituire un elemento per il riavvicinamento italo-jugoslavo, ma può anche essere considerato da un altro punto di vista, cioè come premessa di concessioni, di riconoscimenti, di intese. Salvo poi a riconoscere queste concessioni, questi riconoscimenti, queste intese, superate dagli avvenimenti ed ineffieenti. Del resto tutto ciò è troppo evidente quando si pensi che nonostante le disposizioni dei trattati di pace, nonostante la tariffa adriatica, senza il consenso del governo jugoslavo le merci ungheresi in transito per Fiume potrebbero incontrare maggiori difficoltà di quelle che in-