91 zioni di completa normalità, il suo partito non sarebbe riuscito a ottenere la percentuale necessaria per avere la maggioranza parlamentare, e voleva servirsi del partito dei contadini (zaranisti) per riuscirvi. La resistenza di Ma-niu, e la dichiarazione ohe il suo partito intendeva combattere sul serio nelle imminenti elezioni — che cioè non voleva adattarsi a vantaggio dei liberali, ai vecchi metodi per stabilire il numero dei seggi, ancor prima delle consultazioni popolari — fecero comprendere a Bratianu che la coalizione liberale-zaranista presieduta da Stirbey non aveva alcuna ragione di esistere. La coalizione si scindeva, Stirbey rassegnava le dimissioni, e Bratianu (22 giugno) si faceva dare dal re l’incarico di costituire il nuovo gabinetto. Le dichiarazioni del sovrano e il manifesto che il nuovo governo rivolgeva al paese davano la misura della gravità della situazione. Appena Bratianu, presidente del nuovo consiglio dei ministri, prendeva possesso del ministero degli esteri, inviava a Briand un caloroso dispaccio, in cui riaffermava le sue particolari simpatie per la Francia. Il manifesto al paese e il dispaccio a Briand fissavano i due più importanti punti del programma di governo di Bratianu : dittatura liberale all’ interno e deciso orientamento verso la Francia nei riguardi internazionali.