220 governo per il rinnovamento del patto di amicizia stipulato nel gennaio del 1924, il cui termine scadeva nel gennaio 1929. L’ on. Mussolini, data 1’ esperienza fatta in questi quattro anni, aveva risposto che il governo italiano accettava con piena cordialità le proposte jugoslave ; ma aveva anche osservato che il patto nuovo avrebbe dovuto essere più largo, e con maggiori garanzie reciproche. In sostanza, il governo italiano faceva capire ai nostri vicini che l’Italia non poteva accettare che patti ben definiti e tendenti a una sincera collaborazione. Era la critica e il giudizio della politica jugoslava nei riguardi dell’ Italia, ed era anche l’affermazione che l’Italia voleva avere sull’ opposta sponda dell’ Adriatico, o un amico leale, o un dichiarato avversario. A Belgrado, la risposta italiana, non poteva non suscitare una viva apprensione. Infatti, la politica balcanica, piena di sottintesi e di reticenze, di cui i nostri vicini hanno ereditato 1’ abilità e il gusto da Bisanzio e dall’ impero turco, veniva solennemente denunciata, e nel medesimo tempo, di fronte agli intrighi dei circoli militari, delle cricche politiche e di Corte, veniva posta una concezione politica latina, mediterranea. Quanto abbia potuto influire su re Alessandro e sui suoi più ascoltati consiglieri, la risposta italiana, e fino a qual punto essa possa esser