83 blica balcanica. A trentacinque anni, nel 1901, egli era già ministro e otto anni dopo presidente del consiglio e da allora con rari intervalli, ebbe nelle sue mani, fino alla sua morte le sorti della Eomenia. Nel primo periodo del dopo guerra, rendendosi conto delle difficoltà, lasciò ad altri il potere ; ma nel 1922 lo riprese e lo tenne fino al 1926, per cederlo ad Avere-scu, il quale nonostante la sua solida base parlamentare non potè fare a meno della tutela di Bratianu, disponendo questi delle più importanti organizzazioni economiche del paese, della esigua schiera a lui devota degli intellettuali che hanno pratica di governo e di amministrazione e infine della Corte, sempre sotto la sua influenza. Senonchè quando il successo di Averescu incominciò ad affermarsi, Bratianu (come già si è detto), pensò di riprendere il potere e preparò con ogni mezzo la sua caduta. Si era alla vigilia di gravi avvenimenti : l’imminente morte di re Ferdinando e la costituzione della Reggenza. Il principe Carol, con 1’ atto del 4 gennaio 1927 aveva rinunciato al trono e si era allontanato dalla Rome-nia e il principe Michele bambino di sei anni era il presuntivo erede della Corona romena. La questione della Reggenza, subito dopo le rinuncie del principe Carol, era stata impostata dai liberali in modo da assicurare al loro partito la possibilità di far valere tutta la loro