85 contento dei circoli politici francesi. Di questo passo esaminando la politica estera di Averescu si sostenne, che con la ratifica del protocollo di Parigi riferibile alla Bessarabia, Mussolini aveva cercato di assicurare all’ Italia vantaggi di ordine economico, sia con forniture di materiale, sia con la partecipazione a sfruttamenti petroliferi. Ma si taceva che in questi ultimi tempi in Eomenia c’ era stata una grande rivoluzione agraria, che non aveva mai cessato di essere legale e non era stata versata nemmeno una goccia di sangue, e che al gen. Averescu si doveva il merito di questa riforma, per quanto essa fosse nella mente del re fino dal 1912. Con la riforma agraria la terra era stata assegnata ai contadini ed era stato proibito a chi-chessia di possedere più di 300 ettari di terreno arativo. Il fatto notevole di questa riforma era stata la spontaneità con la quale gli 8 e 10 mila latifondisti avevano ceduto la loro proprietà perchè, come ricompensa dei servizi resi nelle trincee, i desideri dei contadini di possedere terreni propri fossero soddisfatti. Si taceva ancora che in gran parte era suo il merito se le truppe romene erano sfuggite all’ infezione bolscevica. Mentre si svolgeva questa sorda campagna contro Averescu, il 26 maggio, Bratianu ad una conferenza dei deputati del suo par-