CAPITOLO SECONDO zione, ma però avendo mente svegliata, memoria pronta, e intelletto capace, sapeva giudicarne sanamente (1). Uomo eminentemente pratico (2), e acutissimo osservatore di uomini e di cose, conoscitore profondo degli ordinamenti della Curia romana per una pratica fatta sino dagli anni della sua giovinezza (3), versatissimo nel diritto canonico, egli aveva sempre dimostrato una grande tendenza a comprendere i tempi, e pur sempre compatibilmente con i doveri di una coscienza delicatissima quale era la sua, aveva larghe vedute (4). Avendo egli scritto più volte sopra affari giurisdizionali della Santa Sede, sempre inclinava alla facilità, e si soleva dire che Monsignor Lambertini scriveva meravigliosamente bene, ma « andava sopra assai facilmente alle spine del negozio e mirava ad uscirne » (5). In un giudizio sintetico, fu detto di lui che egli era amato dai cattolici, stimato dai protestanti, perchè sacerdote disinteressato, principe puro e non facile ad influenze, papa senza nepotismi (6). La notizia dunque contenuta nella lettera del Nunzio arrivava come folgore sid cielo dei rapporti veneto-romani, che ormai pareva rasserenato, dopo le divergenze suscitate dall’affare del patriarcato di Aquileia (7). Che a Venezia esistessero an- (1) Gandino, Ambascieria Foscarini a Roma, Misceli., op. cit., pag. 78. (2) Cordara, Lettere, op. cit., parte II, pag. 377. (3) Arch. St. Venezia, Relaz. Amb., busta 23; Relax. Alvise Moce-nigo IV, 21 maggio 1750: « possiede per pratica fatta sin dagli anni suoi più freschi l’ordine della Curia, e non se ne scorda certamente, oltre di che si picca (?) di essere perfetto canonista ed ottimo legale, non ammettendo egli in ciò differenza dall’essere suo di decretalista, studio che non lascia al dì d’oggi ancora ». (4) Per una idea benché molto superficiale, Bandini, Roma al tramonto del Settecento, Napoli, Sandron, 1922. (5) Gandino, Ambascieria Foscarini Roma, Misceli., op. cit., sez. II, t. II, pag. 78. (6) Cambridge Modem History, Cambridge, 1909, voi. VI. (7) Sull’affare di Aquileia v. le interessanti notizie contenute in Cordara, Lettere, op. cit., p. II, pag. 431, e Cordara, De suis ac suorum, op. cit., lib. 7, pag. 380 (ms.); il Cod. 29 dei Codici Morbio acquistati dalla Nazionale di Brera (Milano) contiene: « Controversia tra Benedetto XIV, la Repubblica Veneta e il patriarca di Aquileia per l’istituzione di un vicariato apostolico sul territorio soggetto al dominio imperiale (1750). Cfr. : Mazzatinti, Inventario dei mss. delle biblioteche d’Italia, voi. VII. Per — 44 —