CAPITOLO SECONDO di scendere nel caso che Monsignor Rota venisse a qualche proposta conciliante (1). Col biglietto confidenziale fu trasmessa una nota di risposta, redatta per ordine del Pontefice da Monsignor Segretario della cifra. Vi si ripetevano le solite cose: tornavano a specificarsi i motivi di offesa, benché « la lettura del Decreto sia per se medesima più che sufficiente ad eccitare la pietà e religione di ogni cuore cattolico nel vedere in esso, i tanti finora senza esempio, gravissimi attentati alla podestà della Chiesa » (2). E concludeva con frasi affettuose ispirate al concepimento della più lusinghiera speranza che il Senato si risolvesse a porgere la mano al Pontefice, che,