LE PROTESTE PAPALI E LE PRIME TRATTATIVE DIPLOMATICHE Il Montegnacco chiamò ingegnosa questa memoria : nè è facile comprendere la ragione, se non ricercandola nella contrarietà, che essa suscitava nell’astuto teologo consultore, per le « sode speranze » date dall’Ambasciatore. Il che pare confermato dalla stessa opinione esposta dal Montegnacco, il quale, parlando della pronta risposta data con nota a Mons. Rota, concludeva ironicamente, che dalle espressioni del Capello « ognuno può comprendere di quale natura fossero le speranze date dal-l’Ambasciatore e su che fondamento fossero appoggiate! » (1). In realtà da un esame molto sommario della risposta del Ministro veneto, sembrerebbe doversi concludere in questo senso. Ma una indagine più accurata può anche portare a risultati diversi. Il Capello diede « sode speranze », perchè il biglietto confidenziale del Rota parla chiaramente, e perchè l’Ambasciatore stesso si riferisce nella sua nota responsiva, a « speranze esposte a voce dallo scrivente ». Egli però diceva che queste speranze erano appoggiate ai sentimenti che aveva il Senato, di « attendere nella risposta al biglietto del 12 dicembre, agevolata la strada, per condurre l’affare al perfetto suo fine, cioè il fondamento e l’occasione di poner ad effetto le prime spontanee esibizioni » (2). Ora, leggendo secondo le regole di buona diplomazia, si deve concludere che il Capello aveva motivo di sperare che, se la Santa Sede avesse agevolata la strada, il Senato avrebbe seriamente pensato ai mezzi per far cessare l’amarezza nell’animo del Pontefice. Tali speranze dunque non si potevano identificare, come pretendeva il Montegnacco, con quella certezza che già fino da principio si aveva, che, se il Papa avesse data risposta soddisfacente al Senato, questo, come già aveva dichiarato, « era pronto di stare a ragione ». Nell’animo dell’Ambasciatore sottentravano speranze nuove, che dovevano anche derivare dalla conoscenza delle difficoltà, in cui si trovava il governo di Venezia, a causa del Decreto, ma sopratutto dall’istruzione segreta, che egli aveva avuto, di acconci) Relazione storica, op. cit., pubbl. in Cecchetti, La Corte, op. cit., voi. II, pag. 197. (2) Arch. Stato Venezia, Disp. Roma Exp., f. 38, e. 608, 18 gennaio 1755. Allegato: Risposta dell’Amb. Capello al Segretario di Stato.