214 CAPITOLO XIV. Lo stello scintillanti nelle profondità dello spazio sono scorte fedeli e fari altissimi alle tribù fuggiasche o pellegrine fra i vasti pianeggianti deserti ed ai naviganti che per pesca, traffico, rapina o guerra, primi si cimentano sui fragili legni coll’elemento infido dei mari: Vicino al polo ohe s'innalza e scopre Con brevissimo giro intorno rota L’Orsa minor che già fu scorta e segno Della Fenicia ai naviganti audaci. (Tasso) E l'uomo nato per la terra pur tuttavia s’avventura ai mari perchè s’ affida al cielo, amico costante e guida fedele. Sicuro delle stelle egli abbandona la patria, sfida i venti, rompe i flutti, sfonda le tenebre e ride in faccia alla morte. Ecco la Navigazione, nuove terre scoperte, nuove genti redente, nuovi fratelli baciantisi. Ecco il Commercio che fa ricchi i paesi e potenti i popoli. * * * Passano secoli e secoli, le generazioni succedono alle generazioni ed attraverso ai tempi ed agli uomini, di padre in figlio, per leggende e tradizioni, fra leggi e religioni, su errori e verità, si raccolgono a migliaia le osservazioni fatte sul bianfco e sempre sereno cielo d’Oriente ove s'accende la prima sacra favilla della civiltà. I popoli orientali si elevano agli alti splendori della gloria, scrivono sui monumenti sacri i misteriosi segni del loro sapere, rendono il giusto omaggio alla bellezza incaute* vole del cielo, adorano Dio nelle sue opere eloquenti e professano al Sole, padre della luce e della vita, il culto più profondo dell’anima umana. Zoroastro, Confucio, Brahma, e Rama dettano leggi