516 DELL’ HISTORIA VENETA 1666 turbati fi dimoftravano i Turchi per le cofe de’Tartari, dove comandato il Cham del Crini di lafciare che alcuni popo. Ji del Nogai paifaifero in Valacchia a godere certi terreni assegnati loro, come a nuova colonia, erano itati da’ Crimeniì nel camino tagliati a pezzi fenza faperfi la caufa. Ciò paflando alla Porta per atto di fellonia, fù dal Rè deliberato deporlo, e chiamare da Rhodi Mehemet Mira della fteifa cafa , ma ch’era tenuto indepofitoj come ortaggio di fedeltà , & obbedienza, così vilmente eifendo opprelfi quei popoli, ancorché sì feroci, che non ricevonoi Principi, fe non quali piace al Sultano d'im* porgli, purché fiano della ftirpe Reale. Efpedito coftui con dieci galee al Bafsà di Silirtria con ordini al Valacco, e Moldavo di preftar ajuto in cafo di refiftenza , a porlo fui trono , apprendevano i Turchi per non così facile a chi teneva la fabla, levar di mano lo fcettro . Ma il Cham non fi fidando de’ fuoi, che con fuperftitiofa credenza adorano il dettino degli Ottomani, s’avvilì al comparire de’comandamenti ; e folo attento a prefervare le fpoglie, altro non procurò, che di fottrarfi dal-l’obligo di andar alla Porta. Mandandovi fuo figliuolo, che con regali placato il Rè, e guadagnato il Miniftro, ottenne, che, rinuntiato placidamente il comando, poteife godere vilmente la vita. Anche il Bafsà di Balfora s’acquietò facilmente , giacile il Perdano difapplicato dall’ occaiìone, fpedì Am-bafciator alla Porta ad afllcurarla di non havergli predato fomento . In tal guifa fgombrate le gelofie, ricadeva nelle primiere difficultà il negotiato del Balarini. Achmet vi fi di-mortrava propenlo, ò più torto fingeva di elferlo, aifenten-do alla divifione del Regno di Candia col confine de’ monti ma infiiteva in pretendere, che almeno la Suda fi demolire j fopra di che non tenendo facultà il Balarini , campavano i fuoi difpacci per Venetia con mezzi occulti, ma con molta lunghezza. Trattanto pervennero avvifi a Coftan-tinopoli, che 1‘ armi della Republica , tentato lo sbarco , pro-curalfero di ricuperar il perduto ; & interelfandofi la Religione, e 1’ honore , oltre il fangue di tanti uccifi, e 1* oro copio-famente profufo, tutti fi diedero ad efclamare j doverli ho-ramai con isforzo degno della potenza Ottomana impor fine alla guerra, e confermar il coftume di non abbandonar le