II, PRIMO SECOLO ECC. 189 Western Iìaihvay », la più vecchia società ferroviaria dell'Inghilterra occidentale, esclamò un giorno in un' adunanza dei suoi direttori, che impallidivano all’idea di estendere la strada ferrata da Londra a Bristol : « Orbene, o signori, perchè non dovreste ancor più prolungare questa linea da Bristol a New-York ?» A che il dott. Lardner replicò : « Ma che dite! Gli è più facile fare un viaggio dalla terra alla luna». Oibòl la smentita doveva seguire ben presto. Centinaia di »perai si accinsero immantinente alla costruzione di quella che fu la più bella nave del suo tempo. Il Maudslav inviava la macchina bellissima da Londra; il Brunel, un po' architetto di ponti e strade, un po' ingegnere ferroviario, un po’ costruttore navale, genio multiforme potentissimo, accudiva a tutto ed infervorava gli animi, quando tutto faceva temere che T avventurosa impresa dovesse risolversi in una sciagura marittima, in un disastro finanziario. Ma il coraggio ispira altro coraggio ; e mentre il Oreat Western si costruisce a Bristol, altri intraprendenti armatori addestrano il Siritts ad inaugurare la prima concorrenza trans-atlantica, a lottare sino dal primo tentativo pel dominio del-1* oceano. Il 4 Aprile 1838 mollava infatti il Oreat Western i suoi ormeggi dal porto di Bristol, salutato da grande moltitudine di popolo, accompagnato dai voti di tutta Inghilterra, seguito con palpitazione immensa dagli auguri di tutti coloro, ingegneri ed armatori, che avevano la fortuna d’intravve-dere in esso il perseverante fattore della moderna civiltà. Da Cork movevasi in pari tempo il Sirius rivale, aizzato dal Laird e consoci, ed il giorno dopo il mondo si svegliava perplesso in attesa del resultato del grande avvenimento, il cui esito rimaneva solo in potere dei capitani e dei macchinisti rispettivi dei piroscafi rividi, librati ormai fra cielo ed acqua e solo muniti di carbone e di buona volontà. Vinsero entrambi, e giammai opera più grande onorò gli oceani.