IN S. ZACCARIA - 263 de sorse allora anche in quei recinti la Sotto-Confessione, o la sotterranea Cappella. Questa è collocata più di nove piedi al di sotto del ricchissimo aitar maggiore del vecchio tempio, e da più archi sorretta, che veggonsi maestrevolmente riunirsi, per riposar sulla cima di due pilastroni, e di quattro colonne nel mezzo, ed è larga piedi 22 e lunga 29. È dessa 1’ unico avanzo ancora del secolare edilìzio sacro del Partecipazio. Non era corso un quarto appena dì secolo dalla esistenza di quella mole insigne, che Benedetto III, fuggendo le minaccie di Anastasio e de' suoi tristi seguaci, a’ nostri lidi approdava, e quivi lo traeva il priego di una abbadessa, di cui il solo nome di Agnese ci conservali le storie; quivi il santo uomo la chiesa visitava ed il chiostro, e scendea nel secreto del sotterraneo santuario, come in soggiorno di meditazione e ritiro, a raccogliersi in Dio, ed orar fervoroso collo spirito tribolato. Reduce indi alla capitale dell’ orbe cattolico, memore di quel recesso augusto, che gli destò neH’animo impressioni divine nella sua illustre sventura, inviava alle monache in dono le reliquie del martire s. Pancrazio e della santa vergine Sabina. Destinn-vasi allora a custodia delle reverende spoglie quello speciale sacrario, giusta l’indole e la consuetudine dei tempi, che nei sotterranei appunto ammettevan la custodia delle reliquie, quali cauti asili, acciò non venisser furate. In processo di tempo, circa il 4020, dogando Ottone, della propaggine del santo principe Orseolo, recavasi sulle lagune il corpo di s. Tarazio eremita da un Domenico Dandolo, progenitore di Andrea, 1’ ¡storiografo, e di Enrico, il prode della Crociata; e si ebbero i corpi in appresso, fra gli altri, dis. Gregorio Nazianzeno, e de’ martiri Nereo ed Achilleo. Era così quella 1’ unica Sotto-Confessione in Venezia, che fino a nove corpi ricettasse di confessori e di martiri. Già in Aquileia fioriva un monastero di donne, che nella chiesa comune convenivano, per celebrare gli uffizi divini, e