GIOVANNI ANDREA FONTANA 373 -1797, qual meteorn comparso, gli diseccava per sempre o-gni più splendida fonte di lucro e di onore, lo colpiva colla perdita di un vitalizio reddito di venete annue lire ven-tiquattromila, per titolo provvigioni rimuneratone di stato, e a’ contemporanei e discendenti chiudeva l’ereditaria carriera dell’ ordine segretariale. Cangiatosi allora il suo splendido orizzonte, avrebbe il Fontana desiderato almeno, nella discretezza dell’animo, di poter piangere in silenzio le sciagure proprie e dimestiche, quantunque la sua rettitudine non sia giammai rimasta sorpresa in quei tempi di vertigine. Ed è troppo nota l’infedele storia degli otto anni, precedenti la caduta della Repubblica (1), per non soggiunger parola, in difesa di ciò che fu introdotto, coll’idea di nuocergli. Ivi si legge che furono saccheggiate (2) fine stanze, ad uso di casino, del segretario Giovanni Andrea Fontana, che con istuporedei buoni, e successivo suo disonore, fu assunto municipalista. E invece di fatto che il detto casino, tenuto dal Fontana a comodo del suo uf- (t) Memoria che può servire alla Storia politica degli ultimi otto anni della Repubblica di Venezia, Londra, 1798, p. 382. (2) Vuoisi da qualche storico, che Venezia, oltreché essere abbandonata dal suo sovrano, fosse pure nel 1797 saccheggiata dal medesimo suo popolo. Ma ciò è assai inesatto, e men vero. Primieramente, non è a confondersi, coir abdicazione del governo, il saccheggio che la precedette. Inoltre, avrebbesi potuto dire, che si saccheggiava Venezia, se la Zecca, il Palazzo Ducale, il Bancogiro, l’Arsenale, i depositi dei granai, le fabbriche dei forni ed altri edifizii primarii della città fossero stati messi r ruba ed a sacco. Ma invece chi saccheggiavasi? Alcuni particolari, designati avversi al dominio periclitante. Come si saccheggiava ? Non derubando, ma distruggendo quanto era di loro spettanza. E perchè saceheggiavasi ? Per unirsi allo spirito del governo contro i pretesi colpevoli, e proteggere anzi il sovrano. Dunque Venezia non può dirsi che fosse veramente saccheggiata dal suo popolo, e l’accusa a questo d’infedeltà, attribuitagli negl’istanti medesimi che le ultime prove dava anzi di fede, è uno storico insulto al di lei naturate, nolo ai popoli tutti, per bontà c sommessione caratteriitica.