UNO DEGLI ULTIMI COMANDADOR1 DELLA REPUBBLICA. Non era carica, anche delle inferiori, ai tempi della longeva Repubblica Veneziana, che non fosse in alto levata dalla politica di quel governo, poiché sapeva scompartire l’importanza degli ufficii i più minimi, da lasciare un qualche rango a chi li fungeva, e farli apparir tutti riverberi, se pur degli ultimi, della maestà del principato. Chi sentiva, per esempio, nominar la carica dell’Ammiraglio, quale fu negli ultimi tempi Andrea Chiribiri, bravo uomo e dovizioso, che avea dimora nel campo della Tana, nel palazzo, poi di ragione della i. r. Marina di guerra, fatto co’ denari di lui fabbricare, non immaginava a prima giunta, che fosse egli il pilota, e non più, del Bucentoro, ma pilota con pieni poteri, in riguardo alla direzione di quel-1’ aureo e pomposo legno sovrano. Così sembra spezioso assai il titolo di Comandador, originato appunto dai comandamenti speciali delle varie magistrature, di cui era 1’ organo e la voce, con autorità molte relative. Infatti era e-gli un basso ministro bensì, ma in sostanza con tale investitura da riuscire nella sfera sua rispettabile, al pari del tanto temuto e famoso Fante dei Cai, il quale non era più d' un servitore, coll’ incarico di recar 1’ avviso, o a voce, o in iscritto, per la comparsa nell’ore assegnate, all’ aula, detta la Bussola, del Consiglio deiT)ieci, senza poter penetrare mai neppure l’oggetto delle chiamate. Incombenza principalissima del Comandador era l’iniziativa di tutti gli atti giudiziari, o come ministeriale di palazzo, o dell’uffizio illustrìssimo della corte del proprio, odei signori sopra gastaldi, uffizio del serenissimo principe, o degli altri uffizii deH’ Esaminador, del Mobile, dì Petizion, degli