-■346 GIUSEPPE BOLDÙ Nella quale procella, tutti in lui si unirono gli affetti, con solenne alternativa, di patria, di umanità, d’interesse, e fu egli miracolo di attività, immaginato dal meno esperto, al vederlo tutto immerso in una tempesta di sollecitudini, di imbarazzi e di briglie per attendere alle discipline, agli appalti, all’insieme delle varie amministrazioni parziali, delle molte giunte sanitarie; in una parola, alla folla di esigenti e di esigenze, ai quali e per le quali non mancò egli un istante di giovare e provvedere. Potea dirsi, che l’aspetto proteiforme, assunto allora per la sopravvenuta vicenda dal suo carico, in origine complicato, fosse opportuno, e venuto quasi in soccorso, a far nascere Io sviluppo integrale di quel vibrato e ben complesso suo spirito. Il quale ora sapea senza nebbie svolgersi amabile nelle società, dove di frequente appariva, caro e desiderato; ora formava, con invidiabil candore, ma senza enfasi di affetto, scelti legami amichevoli, di cui ristretto era il numero, e fra i quali coglieva un solo a pien diritto la preminenza, quasi amasse non lasciare inosservata nè inesercibile la stessa coltura, che in lui fu mollissima, di quella parte men grave dell'iii-gegno, che i più illustri consacrano alle amenità della vita. — Perfino certe sue principali passioni ed abitudini, onde non sono esenti gli umani, assuineano l’eguale impronta di quel suo carattere, eminentemente elastico e vigoroso, e vedeansi ih lui difutti converse a nobili scopi: così, a dir breve, la fragile ambizione vestiva un manto filantropico e generoso, quando forse in altri avrebbe rotto allo scoglio dell’apatia e del disprezzo. Un pio lascito della estrema volontà, scritto allora che vedea stargli più spaventoso dinanzi il lento fantasma di morte, e in aria quasi di fuggitive le terrestri speranze, può dare l'ultima prova del fatto, e presentare insieme, vestita dei notati caratteri, tutta la sua vita in compendio. Ricor-dossi egli, con presenza e avvedutezza singolare di spirito,