— 97 — tutto, o di parte del suo patrimonio. Nel 480G fu dichiarato monastero di prima classe, e concentrate furono in esso le monache di s. Croce e de’ss. Cosma e Damiano della Giudecca: venne soppresso nel 4810, e nel 4815 ridotto ad uso degli odierni uffici dell’I. R. Contabilità centrale. Non rimane che la chiesa in tutto il suo passato splendore artistico. Molti memorabili avvenimenti rendono gloriosa la chiesa e il monastero di s. Zaccaria. Il papa Benedetto III, fuggendo la violenza dell’antipapa Anastasio e il furore del soldano di Babilonia chiamato dagli Italiani a saccheggiar Roma, visitava la chiesa e il monastero, e quella arricchiva di reliquie e d’indulgenze. Il doge Pietro Tradonico (della famiglia che fu poi appellata Gradenigo) visitava ogni anno questa chiesa, e riceveva la prima volta dalle mani dell’ abadessa Morosini un prezioso regalo consistente in un corno ducale riccamente gemmato ; e 1’ ultima volta, che fu nell’864, la morte sotto i pugnali della fazione Barbolani, per non aver saputo dominare i partiti che allora travagliavano fieramente la Bepubblica o farsene amico uno. Ucciso il doge Tradonico, fu stabilita una commissione che procedesse contro i rei di quell’ assassinio. La quale commissione per gl’ importanti servigi che rese allora alla cosa pubblica fu fatta permanente, e chiamaronsi i suoi membri Avvogadori di comune (Advocutores comunitatis). Avevano podestà di reprimere le violenze del governo, col loro velo rendevano nulle le stesse deliberazioni del Maggior Consiglio, e giudicavano in materie civili e criminali. La chiesa è distinta in tre navi, la mezzana di grandezza eguale alle altre due insieme. L’organo è dipinto da Jacopo Palma;sulla pila destra è un bellissimo Battista del Vittoria; sulla parete pure a destra un grazioso quadretto, forse del Tiepolo,rappresentante la Fuga in Egitto. La pala del primo altare è di Jacopo Palma: sovr’essa è un gran quadro, nel quale si vede la visita del Doge. Nel secondo altare, oltre la pala di Jacopo Palma, la visita di Federico III imperatore, dipinto del Fumiani. Dopo il secondo altare è una bella Natività, di Antonio Balestra. Nella cappella di s. Anastasio alcuni dipinti del Vivarini. Sopra la porta di essa cappella in un gran quadro del Fumiani si ammira la solennità della consacrazione di questa chiesa. L’ aitar maggiore è ricco di marmi e di alcune tavolette di Jacopo Palma, ed è accolto in abside in cui la venustà latina vedi unita alla gotica leggerezza. In un altare vicino è una bellissima tavoletta di Giovanni Bellini. La magnifica porta che conduce alla sacristia è dei tempi del Sansovino : sovr’es-