— 219 — più frequentate di popolo e a così dire centrali, sono istituiti gl1 spacci del pesce, che in voce d’uso noi diciamo pescherie. — Il pesce è certamente uno de’principali prodotti di Venezia e della provincia, prodotto che oltre città d’Italia c’invidiano a buon diritto, dappoiché ivi, più che in altri paesi, se ne ha in copia e di una squisitezza singolare. Nè solo nella solenne vigilia del Natale (giorno che tutti celebrano con profano lusso di cibi sebbene permessi dalla Chiesa), ma in tutti i tempi dell’anno Venezia provvede de’più rari e preziosi pesci le città della terraferma e di altre parti lontane d’Italia. Ponte di Rialto. La luce dell’ arco di questo ponte è di piedi veneti la lunghezza sul dorso, di piedi 66, 1’ altezza, sopra il pelo corfuine dell’acqua, di piedi 21, e la grossezza di piedi 4. La larghezza è scompartita in cinque spazii, cioè in tre strade e due ordini di botteghe. La via più ampia è quella di mezzo (larga piedi veneti 20); le due minori sui Iati verso il canale (piedi veneti 40 ciascuna); la larghezza delle botteghe che sono 24, è di piedi 12, sei per parte sì nello ascendere che nel discendere. Nel mezzo del ponte si inalzano due archi che congiungono le testate delle botteghe, con pilastri alla dorica, sopraornato e frontoni che torreggiano loro sopra. Un maestoso cornicione vi corre sopra ambedue i lati del ponte e una magnifica balaustrata fa sponda alle suddette due vie minori. Sulle cosce dell’arco v’ha da un Iato Nostra Donna in mezzo rilievo e dall’altro l’Angelo, e nel serraglio la Colomba, i quali accennano il mistero della incarnazione. Alla parte opposta sono le figure dei santi Marco e Teodoro, protettori della città, esse pure in bassorilievo, dello scarpello di Girolamo Campagna. Tutta la macchina di questo ponte è di pietra d’Istria, e fu condotta a termine nello spazio di tre anni. Il Gallicciolli comincia la storia di questo ponte dal primo disegno che sembra averne fatto nel -1173 maestro de Starattoni lombardo. Verso la fine del 4500 la Repubblica pensò di erigerlo in pietra, e invitò i principali architetti a darne il disegno. Fu prescelto quello di Antonio Da Ponte. L’epoca precisa della erezione si ha dalla seguente epigrafe scolpita sul ponte stesso : Paschale Ciconia Venelia-rum duce anno Cliristi HDXCI. Mentre scriviamo, il ponte di Rivoalto si sta riedificando sopra disegno dell’architetto Biagi, immaturamente rapito all’onore del-