— 73 — va alla esecuzione delle pene capitali. Ora la luce invase i domimi della morte. Corle de! Cappellano, Calle del Tedeum (Ved. a pag 60), Campo s. Giustina. Casa di educazione dell’ 1. li. Marina. Soppressa chiesa di s. Giustina. La chiesa di s. Giustina fu fatta erigere da s. Magno vescovo di Oderzo colle offerte de’fedeli. Fu prima parrocchiale, poi collegiata. I canonici la uffiziarono sino dai primi anni del secolo decimoterzo, leggendosi nelle pistole di Innocenzo Ili aver lui rimesso al primicerio di Grado e al piovano di santa Sofia, delegati apostolici, la definizione d’una controversia d’Alberto Prete contro i canonici di s. Giustina che non lo volevano nel loro capitolo. Fu consecrata l’anno 42-19 da Ugolino legato apostolico, allora cardinale, e poi pontefice sotto il nome di Gregorio IX ; e nello stesso anno eretta in priorato. Sotto il Pontefice Eugenio quarto ¡ canonici abbandonarono il convento ( secolo decimoquinto ), perchè erano scarse a’loro bisogni le rendite di esso ; e vi subentrarono le mouache di s. Maria degli Angeli di Murano. Gli ediiizii si ristaurarono nel 1450. La chiesa rovinava per vetustà nel 4500, quindi subito si diè mano a rinovarla, e si compiè il ristauro l’anno 4514. Fu nuovamente ristaurata nel 4600. La facciata (che sola ora rimane in piedi) fu fabbricata l’anno 4640 sopra disegno di Baldassare Longhena. La chiesa fu soppressa 1’ anno 4810. Era fino alla caduta della Repubblica visitata dal doge, dalla Signoria, dal Clero e dalle Scuole grandi il giorno di s. Giuslina, in memoria della vittoria ottenuta in quel giorno del 4569 presso alle isole Curzolari sopra la flotta Turca ; e le monache venivano presentate di venticinque ducatoni aventi 1’ impronta della Santa ed il motto Memor ero tui, Justina virgo. La Repubblica, politicamente pietosa, voleva dire al popolo : Ringraziamo questa Santa della sua intercessione, perciocché la vittoria la dobbiamo a lei, e senza lei nulla avrebbero fatto certamente il Colonna del papa e don Giovanni d’ Austria, con tutto che ci fosse il nostro Sebastiano Venier che pur mostra d’ essere valoroso. Dimentichiamoci di tutti, e ricordiamoci del supremo aiuto ( che certo avevano avuto e allora lo meritavano ). E il popolo non si ricorda più del Colonna, di don Giovanni e del Venier, ma sì della vittoria ottenuta e della santa Vergine. Fondamenta s. Giustina, Ponte e Calle del Fontego ( Fon- 40