— 110 — po essa venne atterrati), e sopra la sua area si fabbricarono delle case, sii un lato delle quali, verso il pozzo, fu posto un altarino con la indagine della santa. Questa chiesa aveva sette altari. Sopra l’aitar maggiore erano tre statue d’ alabastro, rappresentanti le ss. Maria Maddalena, Marina e Caterina, lavoro di Lorenzo Bregno. Oltre la scuola di s. Marina, altre confraternite appartenevano a questa chiesa : la scuola della B. V. delle Grazie, 1111 sovvegno di religiosi e secolari eretto 1’ anno 1098 sotto il Litoio della B. V. deila Consolazione, il quale somministrava a’ fratelli infermi medico, medicine e danaro. Ed anche la scuola del Santissimo^ la quale dispensava grazie di ducati dieci a quelle figlie povere de’ confratelli che avessero voluto maritarsi o monacarsi. — Il giorno di s. Marina il doge e la Signoria visitavano questa chiesa, in memoria del riacquisto della città di Padova, ripresa alle forze della lega di Cambrai appunto il giorno di s. Marina dell’ anno 4509. — Stavano in questa chiesa le tombe di Michele Steno, e Nicolò Marcello, dogi, nonché del prete Veneziano Giovanni de’ Cipelli, più conosciuto sotto il nome di Battista Egna-zio, ed una statua equestre di legno dorato con iscrizione all’imolese Taddeo Volpe che condottiero della Repubblica nella impresa di Padova aveva mostrato grande valore e coraggio. Campiello del Piovati o della Scoassera , Ponte e Calle del Cristoj Sottoportico e Corte dell' Indorador, Calle Lunga s. Maria Formosa, Calle del Pestrin, Calle Cocco detta del liemer. Da Du-razzo la famiglia Cocco passò in Venezia a’tempi dei tribuni. Marco Cocco fu uno degli ambasciatori che nel 1177 accompagnarono Ottone, figliuolo dell’ imperatore Federico, che, preso in battaglia dai Veneti, passava in Pavia al padre per pacificarlo col papa Alessandro III. Giovanni e Nicolò Cocco furono banditi nel 1432 dal consiglio di Dieci, perchè con altri nobili avevano congiurato di non favorire alcuno nella concorrenza de’ magistrati se non sè stessi. Corte e Campiello Schiavoncina, Calle Trevisan. Il p. Saio-moni nella sua opera Urbis Patavince etc., dice : Tarvisanam liane familiam primo de Tarvisio Venetias, inde Patavium migrasse v0-lunt. Pare che da Treviso venisse verso 1’ anno 1005. Varii suoi individui da s. Marina e da s. Giovanni Novo facevano fazione all’ estimo del comune di Venezia l’anno 1379. Un Giovanni Trevisan da s. Maria Formosa fu ambasciatore a Carlo IV 1’ anno 1354 ed al re di Ungheria 1’ anno 1357. Calle del Console. Paolo Vedova, segretario del re di Francia ,