— 277 — ro de’cherici regolari Teatini, da loro abitato lino alla soppressione religiosa del -1810, convertito in caserma militare, come lo è tuttora; e con esso, sulle norme dello stesso architetto, vennesi ad innalzare la magnifica chiesa, di cui parliamo. È dessa di una sola navata a croce latina, e riusci in ogni sua parte molto lodevole edificio. L’ atrio esterno fu architettato da Andrea Tiralli, nè è punto sconveniente all’opera Scamozziana. Ommettendo di osservare le sculture, perchè tutte di stile scorretto, daremo un’occhiata alle molte buone pitture. Bonifacio Veneziano dipinse due quadri, con Erodiade danzante e la decollazione del Battista; e Leandro Bassano un santo vescovo, e la B. V. Maria. L’Angelo custode con incensiere in mano è di Pietro Damini. Del Prete Genovese sono s. Lorenzo Giustiniani e s'. Antonio di Padova. La cappella di casa Pisani è tutta dipinta da Camillo Procaccini. Dipinsero qui inoltre Girolamo Forabosco e Luca Giordano: ma quelli che in questo tempio maggiormente operarono furono il giovine Palma che ven-tidue tele colorì; e Sante Peranda, che dì undici quadri adornò gli altari e le pareti di questa chiesa ornatissima. Il s. Lodovico di Francia è pittura di Alvise dal Friso; ed il s. Girolamo visitato da un Angelo è opera di Giovanni Lys, lodata dallo Zanetti e dal Boschini. Inoltre Odoardo Fialetti dipinse sant’ Agnese dinanzi a Cristo; e Lattanzio Querena (morto nello scorso anno 1853) colorì egregiamente la Vergine Addolorata. Gli affreschi nella volta delimitar maggiore e nella cupola sono di Mattia Bortoloni, dello Zompini e del Mingozzi Colonna. La deposizione di Croce nella sagrestia è opera del miglior tempo e di gran carattere. Nella cappella di s. Cecilia venerasi il corpo di santo Marcellino martire, la cui solennità vien celebrata nel giorno 29 ottobre. Il B. Giovanni Marinoni Veneziano visse santamente fra i cherici regolari di questo illustre monastero. Campo dei Tolentini. Caserma dei Tolentini. E il monastero sopra ricordalo, in cui aveavi una cospicua biblioteca. Corte degli Amai. Amai o Amadi era una famiglia antica cittadinesca, da molto tempo estinta. Avea qui forse la sua casa. Fondamenta del ¡Monastero. Fondamenta Condulmer. La patrizia famiglia Condulmer, detta dei Tolentini, avea su questa fondamenta il suo palazzo. Palazzo Papadopoli. Era innanzi de’Quadri, ora del co. Spi-ridione Papadopoli, adorno di moderne pitture a fresco bellissime.