dato ), Ramo e Corte Gradenigo• I Gradenigo lunga pezza signoreggiarono l’isola di Grado, da cui forse si sono denominati. Questa casa fu una delle prime dodici che concorsero alla fondazione di Venezia, furono nobili e votarono nell’ elezione del primo doge. iNella lista de’ nobili di questa casa che facevano fazione all’estimo del comune di Venezia l’anno -1379. trovasi Maddalena Gradenigo da s. Ternita. Salìzzada s. Giustina, Calle Zorzi. Lo Zabarella nell’ Aula Heroum scrive di questa famiglia : Domus Giorgia in patria jlo-ret inter anliquissimas connumerata , a comitibus Georgiis Tici-nensibus oriunda , qui ad Moraviae duces originem referebant. Foscaio Zorzi, che vivea nell’ 804, fu uno di quelli che congiurarono contro il doge Gaibaio Giovanni per liberare la patria dalla tirannica di lui reggenza. Un Luigi Zorzi, senatore (i570j, giace nelle arche del chiostro di s. Francesco della Vigna. Corte Nuova. In questa corte fu istituita fino dal 4630-1631, epoca della pestilenza, una pia società detta Della beata Vergine del Carmelo, per implorare dalla Vergine la liberazione del flagello. Corte Cappellera, Calle e Sottoportico dei Bombardieri, Ramo Ponte s. Francesco, Calle Manin, Calle Terrazzerà, Calle Erizzo o delle belle donne. La famiglia Erizzo venne dall’Istria verso l’anno 805. Paolo Erizzo, figliuolo di Antonio, fu podestà di Calcide in ¡Negroponte, dove nel 1469 essendo assediato dai Turchi fece lunga e valorosa resistenza, ma sopraffatto dal numero de’nemici, fu costretto a capitolare, patteggiando che fossero salve le teste. Com’ ebbe la piazza il barbaro nemico non tenne la data fede, e disse che se avea detto di perdonare alla sua testa, non era obbligato di perdonarla a’ suoi fianchi, e lo fece segar per metà. Anna Erizzo, sua figlia, vergine di singolare bellezza, cadde in potere del sultano Mehemed II, il quale compiacendosi delle rare qualità della giovinetta, la destinò alle sue lascivie. ¡Vìa la eroina resistette alle lusinghe ed alle minaccie di lui, e sotto il ferro del barbaro cadde martire della fede e dell’ onore. — L’ altra appellazione delle belle donne si ripete dalT uso che hanno le giovani di questo calle di sedere fuor della porta a lavorare, o perchè non hanno luce bastante nelle loro case ( e infatti le abitazioni sono alquanto alte e il calle non è troppo largo ) o perchè il bello vuol essere veduto. Il caso ha fatto un bruito schei -