— 158 — Verona flel 1439, del cav. Contarmi ; ¡1 doge Pasqual Cicogna che accoglie quattro ambasciatori Persiani (a. 4585), di Carletto Ca-* Ilari; Enrico III incontrato al Lido dal doge Luigi Mocenigo e dal patriarca Giovanni Trevisan, di Andrea Micheli detto il Vicentino : dove si vede l'arco inalzato in quella occasione da Andrea Palladio ; e finalmente, il doge che intromette all’ udienza alcuni ambasciatori, di Carletto Caliari. Il comparto del soffitto è del Palladio; gli stucchi furono disegnati da Francesco Sansovino ed eseguiti dal Bombarda, dal Vittoria e da altri; le pitture a fresco sono di Jacopo Tintoretto. Anticollegio. Sono di Jacopo Tintoretto i quadri rappresentanti Mercurio con le Grazie, la fucina di Vulcano, Pallade scacciatile Marte, ed Arianna coronata da Venere. Il quadro rappresentante Giacobbe che ritorna in Canaan, è di Jacopo da Ponte detto Bassano ; e il ratto di Europa, di Paolo Veronese. Disegnava Vincenzo Scamozzi il cammino di marino carrarese, e lo scolpiva Tiziano Aspetti. Gli stucchi del soffitto sono del Vittoria, del Bombarda e di altri egregi. Il fresco che rappresenta Venezia seduta in trono e i quattro chiaroscuri azzurrini, furono lavorati da Paolo Veronese ; ma questi ultimi vennero rinovati da Sebastiano Rizzi. La porta ha due preziose colonne, e fu ordinata dallo Scamozzi : sopra essa, tre statue del Vittoria. Sala del collegio.—Il quadro sopra la porta che mette nel Pregadi, rappresenta le sponsnlizie di s. Caterina e il doge Francesco Donato, ed è opera del Tintoretto. I tre quadri cuoprenti la parete a destra, sono dello stesso pittore; e rappresentano N. D. sotto il baldacchino e il doge Nicolò da Ponte, il doge Luigi Mocenigo genuflesso dinanzi il Redentore, e il doge Andrea Gritti adorante N. D.e il Bambino. Sulla parete del trono Paolo Veronese espresse in un gran quadro il Salvatore in gloria, colla Fede, con Venezia,e varii angioli che portano palme al generale e poi doge Sebastiano Veniero. Gli arazzi sottoposti furono lavorati nel 4540 e ristorati nel 4795. I pilastri del cammino sono di verde antico ; le statue furono scolpite da Girolamo Campagna ; e le pitture sono di Paolo Veronese. Il quadro, tra le finestre, con Venezia circondata da alcune virtù, è di Carletto Caliari. Il soffitto fu imaginato da Antonio da Ponte, ed abbellito di pitture da Paolo. La porta di fianco e quella di mezzo sono adorne di colonne di cipollino, ed hanno gli archi di diaspro fiorito. Sala del Senato ossia Pregadi. Denominasi pregadi questa sala,