— 454 — quelli clic li affermano esclusivamente roba del nostro dialetto, dappoiché non si scorge in essi traccia che tali propriamente siano, e il marmo potrebbe essere stato scolpito altrove e qui portato. Omo ed om non è proprio solo del nostro dialetto, ma di altri ; il po lo troviamo nel li. .lacopone, nel Frezzi e in altri antichi ; il vegga poi è più toscano che altro. Pietra del bando e colonne quadrale. E l’una e le altre appartenevano alla città d’Acri, e furono di là trasportate nel 1256. Quella è di porfido, e da essa anticamente si pubblicavano i bandi ; queste hanno negli stipiti de’ monogrammi, che vengono così interpretati dal Weber : A Dio Esanditore, Sommo — A Dio Supremo e Massimo — A Dio Avvocalo e Salvatore. Fianco verso i Leoni. È compartito in archivolti, sorretti da centoventiquattro colonne. Esso abbonda di antiche sculture, fra le quali è stupendissimo il basso rilievo di Cerere, che con pini accesi fra mani, sur un carro tirato da ippogrifi alati, va in traccia della figliuola rapita da Pluto. Bellissimo simbolo, che fra le altre cose potrebbe insegnare come sia feconda d’affanni alle famiglie la ingorda ricchezza se s’impadronisce violenta de’frutti della terra. Dal triste connubio non nacquero le grazie ma le furie. — E notabili sono le figure degli Evangelisti e la Natività di Gesù sulla porta, che vengono attribuite ad artisti nostri. Le riparazioni all'ultima vòlta, eseguile recentemente, fanno armonizzare benissimo questa ultima parte colla nuova facciata del Palazzo Patriarcale. Vestibolo. La maggior parte de’musaici che lo adornano, sono di artisti dell’ undecimo secolo, e rappresentano i filiti più celebri del vecchio Testamento. E come la vecchia legge era porta a quella del nuovo; cosi ci pare che bene la intendessero quegli artisti fregiando come han fatto delle rappresentazioni della legge Mosaica il vestibolo del tabernacolo del nuovo patto. Ma commiste a quelle dell’ antico posteriormente furono le cose del nuovo Testamento e le imagini dei nostri santi. La mezza figura di s. Clemente fu e-seguita da Valerio Zuccato nel 1532 ; le imagini di TN. D. e d’Isaia, da Domenico Santi nel 1560; e il Redentore fra due arcangioli, da K nella cartina da cui li abbiamo tratti, leggevasi Turpia verba in Ser. Princ._ Carla di poche righe in antico veneto non intelligibili. —• Notisi ohe stampare, in senso di fare c di formare, è piìi antico della stampa. Fra noi si ude stampìglie su un abito, lo finale stampar ha tanto clic, fare colla impressione a caratteri mobili quanto il non intelligibili della carta co’versi riportati.