— 64 — questa ultima opinione, a nostro avviso le fa contro. Dice la cronaca: Il conte Francesco Carmigniola essendo sta retegniudo per el Con-seio de X per traditor, et confessada la verità, fu conduto coti ima sparanga in bocca in mezzo le due colonne de s. Marco, et fullì tagliada la testa del 1432 adi 5 magio> et fu sepolto nel chiostro 1’ uso volea che dopo le battaglie si liberassero i prigionieri, perchè i soldati avevano timore* di veder presto finite le guerre e di udirsi gridare da’ popoli • alla zappa i soldati. Intorno a che osserva la Michiel : « È egli mai credibile che per contentare i soldati, a’ quali spiaceva la breve durata delle guerre, i potentati volessero renderle eterne, restituendo le sue forze all’ avversario, ónde potesse rinnovare le offese, come fa un giuocatore di scacchi, che, dopo aver vinto, rende le pedine all’altro, per ricominciar la partita ? Il sig. Manzoni cambia T usanza in legge, e biasima i Veneziani che si lagnassero del Carmagnola, perchè pigliando al soldo un condottiere, dovevano aspettarsi eh’ egli farebbe la guerra secondo le leggi comunemente seguite ». Pare piuttosto che i Veneziani dovessero aspettarsi ch’egli farebbe la guerra con quell’ardore che la sua animosità contro il comune nemico e l’importanza della guerra stessa facevano sperare. Senza che, se i’ uso era, perchè dopo la vittoria in Po il duca non rimandò liberi i prigioni ai nostri ; e perchè il Conte stesso non liberò quelli che fece solto Brescia nella prima guerra? Così P uso si rispettava quando si voleva e quando tornava bene. Oppone il Ci brano1, che nel 14^1 Pietro Loredano ruppe i Genovesi appresso a Capo di Monte, e ne menò presa la capitana ed undici galee, nè si sa che sia stato biasimato dell* avere incontanente con grande. urna ni ih liberato le ciurme; e domanda : ciò che gli ammiragli veneti potean fare, perche dunque non Vavrebbe potuto il Carmagnola ? E facile la risposta : prima di tutto il Loredano non liberò Francesco Spinola generale de’ Genovesi ed i sopracomiti, e Carmagnola liberò il Malatesta ; e gli altri condottieri; in secondo luogo, se il predetto capitano liberò le ciurme, fu perchè iGenovesi mossi dalla generosità de* Veneziani si distaccassero dal duca, ma le galee che potè pigliare non le restituì, e senza galee le ciurme non metteano paura. Quella che parve pietà, fu politica, della quale chi dovea dar biasimo al Loredano ? 3. Che il senato non fu diffidente senza grandi ragioni :la liberazione de’pri- V apulo de Dio rimase vincitaravendo preso 2S00 cavalli del duca e tutti li sui conduttieri% e specialmente Nicolò picenin, el conte Francesco Sforza ed el capitanio Malatesta, benché presto poi furono lassadi andar via j e questo Ju perchè fu preso un conduitier del duca chiamado Antonio da Pontadwf , qual giera Pisan, e rebello de*Fiorentini. Li proveditori de’Fiorentini, che gierano nel campo, lo volevano in le mari per farlo morir. El Carmignola rispose non gli lo voler dar a tento che non se faseva guerra a questo muodo j onde per tal domanda de Fiorentini deliberò eì Carmignola de lassar Carlo Malatesta capitanio del duca con tutti li altri conduttieri e tutte le zente d* arme che gierano presoni. Et Carmignola fese quello che volse, ma non quello che doveva j sei retegniva el capitanio con tutti li presoni, el campo del ditto duca giera desfatto ; per la qual cosa entrò in suspicion el Carmignola ai Veneziani. El duca remesse tutte le zente a cavallo in otto zona, cosa in vero de gran maraviglia.